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struttura gerarchica
  • 150° anniversario dell'Unità d'Italia
  • L'azione dei prefetti del Mezzogiorno nel periodo post-unitario
serie
150° anniversario dell'Unità d'Italia
livello di descrizione
liv.2
titolo e estremi cronologici
V - Fare gli italiani
ambiti e contenuto
Archiviata ormai la "Legge Pica" [44] e sostituita con un sistema di polizia civile, a cavallo e a piedi [45], il problema più pressante rimaneva quello di "fare gli italiani": un'operazione culturale e politica, non più militare.

Gli uffici della Questura e della Prefettura di Napoli vennero profondamente coinvoilti in questa operazione [46] [47], che comportava un attento controllo del territorio e a cui parteciparono personalità del calibro di Luigi Settembrini e Ruggiero Bonghi, nei ruoli rispettivamente di ispettore generale degli Studi e di ministro dell'Istruzione [48] [49] [50]. Anche se l'attività svolta dal governo venne percepita come "un'inquisizione segreta" e per il momento non riuscì a richiamare l'attenzione del paese sulla questione della "coltura pubblica", come notò il Bonghi, si avvicinavano i tempi per l'introduzione dell'istruzione elementare obbligatoria, che si sarebbe realizzata alcuni anni più tardi con la "legge Coppino", varata il 15 luglio 1877 [51].

La necessità di sviluppare fra gli italiani un sentimento di identità nazionale e di organizzare il consenso politico convinse le autorità a ricercare la costruzione di una memoria unitaria. A tal fine furono realizzati monumenti per celebrare eroi risorgimentali, nacquero i "Musei del Risorgimento" e non mancarono iniziative volte all'esaltazione di personalità significative dello "spirito italico", tra cui Dante e Garibaldi. Importante fu inoltre il ruolo di commemorazioni e feste in occasione di particolari anniversari [52] [53], rinnovati fino agli inizi del secolo scorso [54].