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struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Supremo Consiglio di Spagna in Vienna1704 - 1734
altra denominazione: Consiglio di Spagna
descrizione fisica
pezzi  294
soggetto produttore
Supremo consiglio di Spagna in Vienna
collocazione
stanza 218
storia istituzionale
L'attività del Consiglio di Spagna cominciò nel 1713, in seguito al trasferimento dell'arciduca d'Austria, durante la guerra di successione spagnola, a Barcellona col titolo di Carlo III ed alla sua permanenza in questa città fino a quando, nello stesso anno 1713, divenne imperatore col nome di Carlo VI. Il 30 dicembre di quell'anno fu pubblicata a Vienna la lista dei componenti del nuovo Consiglio col titolo di Cosiglio della Monarchia, soppiantato subito dall'altro di Consiglio di Spagna. E da Vienna le testimonianze documentarie continuarono fino al 1734.
ambiti e contenuto
Il fondo documentario, indicato nella guida del Baffi ed in quella del Trinchera col nome di Consiglio di Vienna, in realtà abbraccia sia gli atti di cancelleria e di segreteria di corpi consultivi della monarchia spagnola come le Consulte del Consiglio Supremo d'Aragona, delle Reali Udienze di Catalogna e di Valenza e del Consiglio e Giunta di Guerra, datati da Barcellona, Valenza ed altri luoghi della Spagna e relativi al periodo 1704-1713, sia gli atti veri e propri del Consiglio di Spagna che oprò a Vienna.
Il fondo è composto attualmente da 294 fasci, E' stato riordinato dopo il 1943. I documenti risultano per lo più emanati a Vienna- donde il nome talora usato di Consiglio di Vienna- con la medesima forma, stile e lingua della cancelleria spagnola.
Le carte anteriori al 1714 appartengono ad uffici dell'amministrazione austriaca precedenti la istituzione del Consiglio.
Un attento studio di questo fondo ne ha messo in luce i problemi che nei precedenti riordinamenti non apparivano. L'origine di questo fondo e il modo in cui è pervenuto nell'Archivio napoletano non sono chiari. Negli antichi inventari settecenteschi delle Cancellerie del Regno esso non compare affatto, mentre se ne ha una prima notizia nell'inventario 132 detto "Esteri antico". All'epoca del Baffi e del Trinchera a questo gruppo di fasci, con ogni probabilità provenienti dalle carte del Ministero degli affari Esteri e da quello di Casa Reale, venne data la dignità di fondo autonomo e tutti i volumi vennero riordinati sovrapponendo ad essi lo schema teorico che durante l'Ottocento si riteneva tipico di tutte le Cancellerie d'antico regime (Cancelleria, Segreteria, Consiglio). Un successivo riordinamento, operato da Maria Luisa Barbini dopo la seconda guerra mondiale, ha risistemato tutto il fondo in serie all'interno delle quali vi è uno stretto ordine cronologico.
La sistemazione odierna del fondo seguente a queste successive manipolazioni non dà alcuna ragione della struttura originaria del fondo. L'esame attento dei volumi di cui è necessario comprendere l'esatta natura ha messo in luce che i nomi dati alle serie tradizionali molto spesso sono errati e confusi per cui volumi di oggetto identico si trovano tra loro lontani e in serie differenti. E' necessario quindi ripartire ex novo, procedere ad una nuova schedatura dei singoli volumi, identificarne la vera natura e la serie originaria di appartenenza e su questa base ricostruire, per quanto possibile l'archivio originario. Risulta anche che parte di quest'archivio è conservato a Vienna ed a Barcellona; pertanto la ricostruzione almeno virtuale di tutto l'archivio deve essere fatta mettendo insieme, in maniera scientifica, la documentazione di questi tre istituti.
A tutt'oggi quindi non si può parlare di un archivio che si riferisca ad una precisa magistratura; si tratta, per quanto riguarda il cosiddetto Consiglio di Spagna, di un gruppo di carte di incerta provenienza della cui vera natura ancora si attende una parola definitiva. Nel corso del lavoro si è stati molto incerti se eliminare la tradizionale divisione in serie, che si è rivelata errata e necessitante di profonde revisioni, o rispettare una tradizione ormai secolare fino a quando non ne venisse fatto uno studio definitivo. Si è preferita la seconda ipotesi per venire incontro a quanto finora si sapeva di questo fondo, con la piena coscienza che sarebbe necessario procedere alla revisione totale di esso.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 166-168.  Inventario sommario cronologico n. 166, redatto a seguito del riordinamento da Maria Luisa Capograssi Barbini.
Inventario analitico n. 167 a cura di Carolina Belli intitolato "Ricostruzione delle serie di interesse napoletano".
Pandetta n. 168 a cura di Adriano Zeni e Sergio Masella con indice onomastico dei destinatari di titoli nobiliari e dei nomi notevoli dalla A alla Z.
unità di descrizione separate
Documenti che hanno la stessa provenienza di questo fondo si conservano a Vienna ed a Barcellona.