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struttura gerarchica
  • Archivio di Stato di Napoli 
serie
Anagrafe
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Consolato dell'arte della seta1514 - 1816
altra denominazione: Curia dell'arte della seta
descrizione fisica
pezzi  813
soggetto produttore
Consolato dell'arte della seta, Napoli
Conservatorio dei Santi Filippo e Giacomo dell'arte della seta, Napoli
collocazione
stanza 207
storia istituzionale
Il consolato dell'Arte della Seta fu eretto da Ferdinando I d'Aragona nel 1465 nell'ambito del grosso impulso dato dalla dinastia aragonese all'arte serica. Fu incoraggiato l'arrivo a Napoli dei più esperti lavoratori stranieri da Venezia, Genova e Firenze, concedendo loro franchigia doganale per l'introduzione di materie prime ed attrezzi, diritti di cittadinanza, privilegi di giurisdizione. Furono stipulati capitoli e, nel 1477, fu emanato un bando con il quale veniva regolato il funzionamento del consolato. La corporazione ebbe sede in Napoli, nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo. Il tribunale era composto da tre consoli, un assessore, un coadiutore fiscale, un avvocato dei poveri ed un procuratore. I consoli venivano eletti ogni anno dal corpo dell'Arte; essi, poi, eleggevano l'assessore e gli altri ufficiali. Decidevano le questioni riguardanti l'esercizio del mestiere e le controversie che insorgevano tra gli esercenti dell'Arte. Dopo l'istituzione del Supremo Magistrato di commercio (1739), ad esso fu subordinata l'Arte della Seta e ad ad esso proposti gli appelli alle "ordinazioni" della Corte.
ambiti e contenuto
L'archivio del Consolato dell'arte della seta è diviso in due serie ordinate cronologicamente, note come "I e II numerazione". La prima serie comprende "Matricole", "Processi civili", "Processi penali", "Atti giudiziari", "Sequestri di merci", "Inchieste", "Interrogatori", "Registrazioni di contratti", "Volumi di contabilità", "Miscellanee", per un totale di 283 buste (anni 1514-1807). La "II numerazione", in realtà, appartiene, insieme con la precedente, allo stesso nucleo documentario. Le 530 buste che la compongono (anni 1523-1816) raccolgono carte ritrovate durante il lavoro di revisione di tutte le scritture dell'Archivio di Stato - realizzato intorno al 1970 sotto la guida di Jole Mazzoleni - e aggregate, con una seconda numerazione, alla serie già esistente. Esse costituiscono una fonte importante per la conoscenza della successione dei consoli dell'arte della seta e per la ricostruzione della contabilità dell'arte stessa, attraverso i conti presentati annualmente alla Camera della Sommaria. La II numerazione si articola in diversi nuclei: "Immatricolazioni", "Bilanci", "Processi", "Conti", "Sommario dei consoli dell'arte (1514-1748)", "Miscellanea di atti vari diretti ai consoli e al protettore dell'arte della seta per contestazioni, contabilità e varie".
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 473-474.  a cura di Giulia Rossi (1973)