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struttura gerarchica
  • Archivio di Stato di Napoli 
serie
Anagrafe
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Tesoreria generale antica1430 - 1826
descrizione fisica
pezzi  980
soggetto produttore
Tesoreria generale antica, Napoli
collocazione
stanza 150
ambiti e contenuto
I conti della Tesoreria generale antica conservati presso l'Archivio di Stato di Napoli si presentavano come una continuazione dei registri angioini denominati "Ratio Thesaurariorum", che dall'epoca di Carlo I fino al 1344 riportavano - diviso in "introitus" ed "exitus" - il movimento del denaro. All'epoca angioina risale anche il termine "cedola", indicante l'atto contabile che conteneva la specifica delle singole imposte via via create tanto sotto forma di tributo annuale e ordinario quanto sotto forma di balzello straordinario e variabile. Per il periodo aragonese l'archivio della Tesoreria generale antica era documentato dai circa duecento volumi della raccolta delle "Cedole di Tesoreria", che dal 1432 al 1503 riportavano le annotazioni sia delle spese comuni a tutte le province del Regno sia di quelle specifiche per persone, istituti, avvenimenti di carattere civile e militare. Si trattava di una fonte ricchissima, atta ad alimentare anche le ricerche riguardanti artisti nonché esponenti del mondo culturale ed economico del periodo in questione; fra l'altro - come ricorda Jole Mazzoleni - le cedole di Tesoreria fornirono la parte più cospicua del materiale documentario adoperato da Tammaro De Marinis per la ricostruzione della "Biblioteca Aragonese".
Il disastroso incendio di San Paolo Belsito del 30 settembre 1943 distrusse oltre cinquecento dei 727 volumi di cedole; rimangono superstiti i numeri 518-717 (anni 1695-1808). Compongono, inoltre, il fondo della Tesoreria generale antica: carte e registri diversi di tesoreria e cassa militare (frammenti di cedole, conti vari, apodisse e documenti d'appoggio per pagamenti, bilanci e cautele) dal 1504; carte relative alla Scrivania di razione e alla ruota dei conti, raccolte in volumi, degli anni 1643-1805; registri della Scrivania di razione (anni 1658-1806), suddivisi in "Ordinari" o delle spese fisse, "Straordinari" o dei pagamenti senza articoli fissi, e "Ordini in partibus" per i versamenti da eseguirsi dai percettori provinciali; atti miscellanei dal 1551, ritrovati dopo il 1943 e riuniti in 57 fascicoli.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 281-282; 471.  Inventario n. 281 relativo a "Scrivania di razione e Ruota dei conti".
Inventario n. 282 relativo a "Tesoreria antica. Frammenti (frammenti di cedole e di cassa militare)".
Inventario n. 471 relativo a "Scrivania di razione".