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struttura gerarchica
  • Archivio di Stato di Napoli 
  • Archivi privati 
serie
Anagrafe
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Bonghi, Ruggiero1840 - 1895   secc. XIX-XX
descrizione fisica
pezzi  139
metri lineari  20
soggetto produttore
Bonghi, Ruggiero (1826-1895); Napoli, Torre del Greco
collocazione
stanza 165
ambiti e contenuto
Il fondo fu depositato presso l'Archivio di Stato di Napoli dagli eredi di "Ruggiero Bonghi" l'11 novembre 1994. Prima di questa data si era instaurato, fin dagli anni '80 del XX secolo, un rapporto di collaborazione tra gli eredi Bonghi e gli archivisti napoletani, ai fini dell'ordinamento del materiale documentario.
Il lavoro, svolto nel rispetto dell'ordine in cui le carte si presentavano, fu realizzato presso l'abitazione della famiglia dalle archiviste Fortunata Turino Carnevale, Rosanna De Simine e Stefania d'Aquino di Caramanico. Il loro lavoro approdò nel 1995 alla stesura e alla redazione di un inventario analitico, pubblicato poi nel 1998 con il patrocinio dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e consultabile presso la sala inventari dell'Archivio di Stato di Napoli. Il riordinamento e l'inventariazione dell'archivio concludevano una lunga vicenda di ricognizione e di riorganizzazione dei documenti, iniziata dopo la morte del Bonghi (22 ottobre 1895). Una prima scrupolosa schedatura fu avviata infatti dai figli dello statista, Luigi e Mario, quando i documenti si trovavano a Roma, nella villa dove la famiglia viveva dagli anni '70.
Una prima suddivisione della documentazione era stata fatta distinguendo tra i "manoscritti di Papà", così come Luigi Bonghi aveva indicato in un primissimo elenco, e atti diversi. Tra i manoscritti vi erano il Diario di Ruggiero Bonghi, scritto tra il 1852 e il 1853, "I fatti miei e i miei pensieri", manoscritti di diverse opere edite, lezioni universitarie e la corrispondenza pubblica e privata. Il restante materiale era costituito da carte di famiglia, documenti legati all'amministrazione del Collegio di Anagni e altra corrispondenza. A questa prima sistemazione, che rifletteva quella che lo stesso Ruggiero Bonghi aveva dato al proprio archivio personale, seguì una seconda fase di lavoro caratterizzata da operazioni di riordinamento scrupoloso e capillare attuate dai fratelli Bonghi sulle carte del padre. Al riordinamento infatti, Luigi e Mario affiancarono anche un'operazione di recupero delle corrispondenze "bonghiane" presso privati e istituzioni, e provvidero a raccogliere gli innumerevoli scritti che il padre aveva pubblicato in giornali e riviste. Curarono altresì importanti iniziative editoriali, coadiuvati anche da eminenti esponenti del mondo culturale, come Francesco d'Ovidio, e provvidero alla pubblicazione di opere inedite, di parti del carteggio o di brani tratti dal diario, oltre alla ristampa di opere già edite. Tra le iniziative editoriali, basti ricordare l'impresa trentennale che vide impegnati Luigi e Mario Bonghi, importanti esponenti del mondo culturale e case editrici italiane, nell'edizione della "Raccolta degli scritti di Ruggiero Bonghi". Il meticoloso e costante lavoro di Luigi e di Mario Bonghi ha prodotto risultati rilevanti: annotazioni sulle lettere, elenchi per le principali tipologie documentarie e per le miscellanee degli scritti pubblicati da Ruggiero Borghi, e un nuovo ordinamento dell'archivio. Dopo la morte di Luigi Bonghi, avvenuta nel 1942, e dopo quella del fratello Mario, avvenuta nel 1949, i carteggi e i manoscritti di Ruggiero Bonghi furono depositati presso l'Istituto storico italiano che aveva svolto un ruolo attivo nella pubblicazione della "Raccolta degli scritti di R. Bonghi" e che aveva inoltre deciso di pubblicarne anche l'Epistolario. Le carte "bonghiane" rimasero presso l'Istituto per circa venti anni, per essere poi affidate alle cure di Maria Sandirocco che le aveva già precedentemente studiate all'epoca dell'edizione della "Raccolta". Successivamente, gli scritti e i carteggi di Ruggiero Bonghi furono ritirati dall'Istituto storico italiano a cura degli eredi e sistemati nella residenza napoletana della famiglia.
A questo punto iniziò il rapporto di collaborazione tra gli eredi Bonghi e l'amministrazione archivistica che portò, come già detto, alla redazione dell'inventario analitico dell'intero complesso documentario.
L'archivio, estremamente ricco ed eterogeneo, testimonia l'attività politica e intellettuale e i molteplici interessi che Ruggiero Bonghi coltivò durante tutta la sua vita.
La documentazione, conservata in 139 buste, si articola in sette parti:
I) "Lettere a Ruggiero Bonghi";
II) "Lettere di Ruggiero Bonghi";
III) "Lettere di diversi a diversi"
IV) "Manoscritti";
V) "Articoli a stampa"
VI) "Articoli dattiloscritti"
VII) "Biblioteca"
Le prime tre sezioni, per una consistenza complessiva di 40 buste, raccolgono la numerosa corrispondenza epistolare di Ruggiero Bonghi. Il carteggio segue un ordinamento di tipo alfabetico per corrispondenti e di tipo cronologico per ciascun corrispondente. L'ordinamento alfabetico era stato precedentemente adottato nel lavoro compiuto da Luigi e da Mario Bonghi. Per ogni lettera sono stati segnalati il nome del corrispondente, la data e la tipologia indicando di volta in volta se si tratti di lettera, cartolina, telegramma o biglietto, la forma di redazione del documento (ad esempio copia, minuta) e l'eventuale presenza di allegati.
La prima parte dell'archivio, costituita da circa 7000 documenti, tra lettere, telegrammi, cartoline e biglietti ricevuti tra il 1849 e il 1895 da Ruggiero Bonghi, ne testimonia l'intensa attività politica e i numerosi interessi e costituisce inoltre una fonte preziosa per la conoscenza di alcuni protagonisti della vita intellettuale e politica italiana di fine '800. Tra i corrispondenti, che sono numerosissimi, si segnalano: Michele Amari, Guido Baccelli, Luigi Bodio, Paolo Boselli, Giovanni Bovio, Camillo Caracciolo, Margherita Collegno, Augusto Conti, Michele Coppino, Francesco Crispi, Edmondo de Amicis, Grazia Deledda, Angelo Camillo de Meis, Agostino Depretis, Francesco De Sanctis, Francesco d'Ovidio, Domenico Gnoli, Paolo Emilio e Vittorio Imbriani, Pasquale Stanislao Mancini, Alessandro Manzoni, Giovanni Nicotera, Giuseppe Pisanelli, Urbano Rattazzi, Bettino Ricasoli, Antonio Rosmini, Antonio di Rudinì, Quintino Sella, Silvio Spaventa, Emilio Treves, Pasquale Villari, Giuseppe Zanardelli.
La seconda parte comprende circa 4500 documenti. Tra questi le missive autografe spedite da Ruggiero Bonghi ai familiari tra il 1834 e il 1895. Le lettere documentano i diversi momenti della vita del Bonghi, la sua attività intellettuale, gli studi compiuti anche in periodi difficili, come quello dell'esilio, gli incontri con Alessandro Manzoni e con Antonio Rosmini, l' attività politica che culminò nel 1874 con la nomina a Ministro della pubblica istruzione, quella di scrittore e di giornalista e ancora l'impegno dedicato all'amministrazione del Collegio di Anagni, istituito nel 1889 per le orfane dei maestri elementari. Va segnalato anche il ricco epistolario con la moglie Carlotta Rusca, composto da circa 800 lettere, scritte tra il 1855 e il 1895, la corrispondenza con i figli Luigi e Mario tra il 1871 e il 1895, che testimonia il rapporto di Ruggiero Bonghi, tramite la collaborazione dei figli, con numerose case editrici, con direttori di giornali e con tipografi per le opere e gli articoli che egli pubblicò. Un cenno meritano anche la documentazione che si riferisce alla rivista "La Cultura" fondata dallo stesso Bonghi nel 1881; le lettere scritte al nonno Clemente de Curtis e quelle dirette alla madre Carolina Baldacchini. Questa seconda parte dell'archivio comprende anche lettere, spesso in copia, inviate ad amici, ma anche a personaggi del mondo politico e culturale italiano. Esse entrarono a far parte del complesso documentario originario dopo la morte di Ruggiero Bonghi e la loro presenza rappresenta il frutto dell'opera di recupero svolta dai figli Luigi e Mario.
La terza parte, che completa l'epistolario "bonghiano", comprende circa 1500 "lettere di diversi a diversi". Questo carteggio supera l'arco cronologico legato alla vita di Ruggiero Bonghi e offre numerosi spunti anche per la storia dell'archivio e per l'edizione delle opere del Bonghi in cui si impegnarono, oltre ai figli Luigi e Mario, alcune importanti case editrici come la Mondadori, Le Monnier e la Garzanti e altre istituzioni che fecero parte del Comitato costituitosi a tale scopo.
La quarta parte, comprendente i manoscritti, conservati in 25 buste, è ordinata per argomenti: al primo posto troviamo gli scritti di filosofia, seguiti da quelli di filologia, di letteratura e di critica, di storia, suddivisi a loro volta per periodi a partire dalla storia antica, gli scritti politici, i discorsi e le conferenze, gli importanti studi sull'istruzione pubblica, scritti in qualità di Ministro della pubblica istruzione, di membro del Consiglio superiore di pubblica istruzione, ma anche di studioso della scuola e delle sue problematiche, studi di diritto, scritti sulle finanze e sulle ferrovie, ritratti di contemporanei, commemorazioni, scritti sociali, contributi per la rivista "La Cultura" e altri ancora.
Tra i manoscritti, oltre a quelli editi, molti sono rimasti inediti, tra cui il Diario scritto tra il 1852 e il 1853. Questa parte comprende inoltre documentazione personale di Ruggiero Bonghi e scritti di altri autori.
La quinta e la sesta parte comprendono gli articoli sia a stampa che dattiloscritti, i quali testimoniano l'attività di Ruggiero Bonghi come giornalista e anche come direttore di alcune testate giornalistiche come "Il Nazionale" di Napoli, "La Stampa" di Torino e "La Perseveranza di Milano" a partire dagli anni '60 del XIX secolo. Tra le collaborazioni del Bonghi ad alcuni periodici, si segnala quella alla "Nuova Antologia" e inoltre la fondazione e la direzione nel 1881 della rivista "La Cultura". Vi sono riuniti anche articoli su Ruggiero Bonghi.
La settima ed ultima parte di questo ricchissimo archivio comprende materiale documentario e bibliografico a stampa (circa 100 unità tra volumi, opuscoli e periodici): opere del Bonghi e di altri, opuscoli, riviste, miscellanee, volumi e scritti di natura commemorativa sul Bonghi, tra i quali quelli di Raffaele De Cesare e di Enrico Pessina. Tra le riviste si segnala la serie completa de "La Cultura".
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 691.  Inventario a stampa, a cura di Stefania d'Aquino di Caramanico, Rosanna De Simine e Fortunata Turino Carnevale.
Inventario a stampa, a cura di Stefania d'Aquino di Caramanico, Rosanna De Simine e Fortunata Turino Carnevale.