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struttura gerarchica
  • Archivio di Stato di Napoli 
serie
Anagrafe
livello di descrizione
Fondo
livello di descrizione
liv.1
titolo e estremi cronologici
Banchi e Banchieri antichi1509 - 1696   1509-1696; 1567-1848
descrizione fisica
pezzi  251
bibliografia (campo unico)
"Guida generale degli Archivi di Stato", Roma, 1986, III, p. 140; 
J. MAZZOLENI, "Le fonti documentarie e bibliografiche dal sec. X al sec. XX conservate presso l'Archivio di Stato", Napoli, 1974, I, pp. 163-166; 
F. TRINCHERA, "Degli Archivii Napolitani", Napoli, 1862, pp. 528-530.
ambiti e contenuto
Il fondo consiste in due raccolte miscellanee formate rispettivamente da 194 libri o volumi di banchieri antichi e da 57 buste contenenti frammenti di documentazione pertinente agli antichi banchi. Questi ultimi, a causa di numerosi fallimenti avvenuti durante la prima metà del secolo XVI, furono obbligati a versare una cauzione di 40.000 ducati, che raggiunse quota 100.000 nel 1553. Nonostante ciò i fallimenti continuarono ad avvenire soprattutto tra il 1597 e il 1598. Nel 1603, subentrarono ai banchi, in merito al servizio di credito, le opere pie, tra le quali molti monti di pietà. Con real decreto del 6 dicembre 1808 furono soppressi i banchi particolari esistenti in Napoli e nello stesso anno fu istituito il Banco delle Due Sicilie, al quale fu unito, con decreto del 1809, il banco di Corte.
I volumi dei banchieri antichi consistono nei libri di introito ed esito e si riferiscono ai seguenti banchieri: Bifoli, Colamazza, Caputo, Casoli, Centurione, Citarella, Composta, Corcione, De Busal Martino, De Meli, De Mari, Doria, Galzerano, Gentile, Grillo, Grimaldi, Imperiale, Lercaro, Lomellino, Olgiatto, Pallavicino, Ravaschieri, Rinaldo, Rosella Francesco, Serra, Solaro, Spinola, Turbolo, Vaglies Stefano, Vivaldo, Vollaro ed atri.
Per quanto riguarda i frammenti documentari, questi si riferiscono a diversi banchi tra i quali quelli di pietà, i banchi del popolo, dei poveri, il banco di San Giacomo, di Sant'Eligio, dello Spirito Santo e del Salvatore.
Secondo il Toppi e alla sua opera "De origine omnium tribunalium", nel 1655 si conservavano oltre 5000 unità fra giornali di cassa, registri e documentazione, della quale gran parte è andata perduta.
strumento associato da catalogo
0475 Banchieri - Banchieri antichi e Banchi