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struttura gerarchica
serie
Archivio di persona Francesco Antonio Casella
livello di descrizione
fondo
titolo e estremi cronologici
Francesco Antonio Casella1818 mag. 19 - 1894 apr. 01Palermo - Napoli
unità di descrizione Anagrafe collegata
Casella, Francesco Antonio
descrizione fisica
busta  1
soggetto produttore
Casella, Francesco Antonio
bibliografia (campo unico)
Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 21: Caruso-Castelnuovo, Roma, 1978, pp. 305-306, voce "Casella Francesco Antonio" a cura di G. Giornetti;
B. Croce, Francesco Antonio Casella, in "Atti dell'Accademia Pontaniana", XXIX (1899), pp. 1-15, ristampato in "Pagine sparse", III, Napoli, 1920, pp. 86-103;
A. Vitelli, Francesco Antonio Casella, Napoli, 1899;
C. Frati, Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari e bibliofili italiani ..., Firenze, 1934, pp. 148 e s.
storia istituzionale
Francesco Antonio Casella, figlio del generale Francesco Angelo Casella e di Antonia Foresta della Scaletta, nacque a Palermo il 19 maggio 1818, esercitò l'avvocatura e fu un famoso magistrato. Sposò Camilla Mira Balena Y Salomon da cui ebbe 7 figli. Non seguì la tradizione militare di famiglia che porterà il padre, generale dell'esercito, a seguire nell'esilio di Gaeta e poi a Roma i Borbone subito dopo l'Unità d'Italia.

Dopo aver fatto pratica legale presso lo studio del famoso avvocato Giuseppe Marini Serra, entrò in magistratura nel 1845 come giudice civile; nel 1848 veniva promosso giudice della Gran Corte Criminale di Santa Maria e nel 1852 fu sostituto procuratore generale in Salerno da dove fu trasferito a Napoli nel 1854. Come magistrato si distinse per la sua mitezza, dimostrando, col suo operato, una forte simpatia per i liberali. Fu questo uno dei motivi per cui ottenne, al momento della formazione del ministero Filangieri nel 1859, da parte di Francesco II, la nomina a Ministro della Polizia Generale come per sottolineare la volontà di alleggerire la pressione poliziesca nel Regno delle Due Sicilie.
Il suo incarico, però, ebbe breve durata: dopo solo 4 mesi, considerato condiscendente con i liberali e troppo debole, Francesco Antonio Casella, fu sostituito nell'incarico da Luigi Aiossa e reintrò in magistratura con il grado di Consigliere della Corte Suprema di Giustizia.
Durante il governo dittatoriale di Garibaldi a Napoli nel settemnre del 1860 il procuratore Sirtori lo destituì addirittura anche da questa carica: le ragioni di questo provvedimento sono da individuare anche nel fatto che contemporaneamente il generale Franceco Angelo Casella, suo padre, era stato nominato capo del governo borbonico a Gaeta.
Tale era la sua competenza bibliografica che fu proprio in questo turbolento momento della sua vita che il Casella maturò l'idea di trasferirsi a Parigi per lavorare come bibliografo.
Fu costretto, in ogni caso, a riprendere l'attività di avvocato trattando cause importanti, specialmente politiche e attinenti al brigantaggio. Per sette volte consecutive dal 1860 fu eletto nel Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli.
Solo nel 1879 il Ministro della Giustizia Taiani reintegrò Francesco Antonio Casella come consigliere di Cassazione.
Morì a Napoli il primo aprile 1894.
informazioni redazionali
La condizionatura, l'ordinamento, la redazione delle schede e l' inserimento dei dati è stato effettuato dal dott. Ferdinando Salemme.

Dott. Silvana Musella, coordinamento Informatico.