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struttura gerarchica
serie
Catasto provvisorio della città di Napoli
livello di descrizione
fondo
titolo e estremi cronologici
Catasto provvisorio della città di Napoli. Catasto francese1807 - 1860
unità di descrizione Anagrafe collegata
Catasto provvisorio della città di Napoli
soggetto produttore
Direzione provinciale dei dazi diretti, demanio e rami e diritti diversi, Napoli
bibliografia (campo unico)
DE LORENZO R., (1984), Proprietà fondiaria e fisco nel Mezzogiorno, Salerno.
BUCCARO A, (1999), Il sistema catastale nello Stato napoletano e in Italia: dal metodo descrittivo "murattiano" al rilevamento geometrico-particellare post-unitario, in ALISIO G. - BUCCARO A., "Napoli millenovecento. Dai catasti del XIX secolo ad oggi: la città, il suburbio, le presenze architettoniche", Electa, Napoli.
CAROZZI C. - GAMBI L., (1981) Città e proprietà immobiliare in Italia negli ultimi due secoli, Francoangeli editore.
ambiti e contenuto
Un aspetto della modernizzazione statuale operata durante la dominazione francese (1806-1815) fu la realizzazione del Catasto provvisorio "murattiano", il primo catasto della città di Napoli che fino ad allora aveva goduto della esenzione fiscale.
In luogo dell'antico sistema delle rivele e dell' appprezzo del catasto onciario, basate sulle denunce dei singoli proprietari, si adottò il moderno sistema della rilevazione diretta introducendo per la prima volta dati precisi sui caratteri fisici degli immobili, sull'evoluzione del loro valore e sul mutamento di titolarità e della condizione sociale dei proprietari.
Il Catasto Provvisorio, così chiamato perché il legislatore si proponeva di perfezionarlo anche con la stesura di piante, fu composto coi decreti del 4 aprile e del 12 agosto 1809 che ebbero lo scopo di rimediare alle molte imprecisioni della prima campagna di rilevamento del 1806 e di introdurre disposizioni più precise nella valutazione dell'estensione dei fondi. I fondi e i fabbricati erano classificati in tre classi, a seconda della rendita che producevano
Nel 1813 i difetti della prima catastazione erano così evidenti che si richiese una rettifica del lavoro. Con le istruzioni contenute nel decreto del 26 luglio 1813 e con le istruzioni successive del Ministero delle Finanze del 28 luglio fu regolata la contribuzione fondiaria relativa ai fabbricati della città di Napoli: furono redatti nuovi Stati di sezione, che ancora oggi si conservano nei nostri archivi, con operazioni che si protrassero dal 1814 al 1820.
Durante il decennio francese per Napoli esistettero, al contempo, due catasti: uno per i terreni ed uno per i fabbricati. Dopo la Restaurazione alla capitale fu dato un unico catasto misto, per i terreni e per i fabbricati, di cui si distinguono due serie successive, che partono rispettivamente dal 1818 e dal 1840. Rimasto in vigore nel primo decennio dopo l'unità, questo catasto "misto", a seguito dell'impianto del catasto fabbricati italiano, istituito con regolamento del 5 giugno 1871 n. 267, fu continuato relativamente ai soli terreni, restando in vigore fino al 1914. A partire da quest'anno gli subentrò il catasto geometrico-particellare del Regno d'Italia, previsto dalla legge 1° marzo 1886.

Il catasto murattiano è presente negli archivi provinciali per quasi tutti i comuni del Mezzogiorno. Diviso per sezioni cittadine, comprende i libri catastali propriamente detti con i supplementi, ovvero libri delle mutazioni, le matrici di ruolo e gli stati di sezione.
I libri catastali contengono le partite con le generalità del proprietario, la descrizione della sua proprietà, la valutazione in ducati, una colonna per le volture. L'iscrizione successiva di nuovi proprietari fu fatta secondo l'ordine cronologico delle aggiunte.
Gli Stati di sezione rispondono alla descrizione sistematica del territorio diviso in parti: le unità catastali vengono elencate in ordine progressivo, dette articoli dello stato di sezione, a loro volta facenti parte delle "Isole" numerate e dotate di una denominazione significativa dal punto di vista toponomastico. Più isole formano un quartiere.
All'inizio dell'800 la città di Napoli era divisa in 12 quartieri più i villaggi. La presente digitazione dati ha interessato i quartieri Avvocata, Chiaia, Mercato, Montecalvario e Pendino comprendendo sia i volumi dello Stato di sezione, che descrivono per la prima volta il territorio della città, che l'impianto del catasto vero e proprio ovvero i libri catastali, in ordine alfabetico, con l'elenco di tutte le partite. C'è un gioco di rimando, ovviamente tra le partite e gli articoli, che consente di verificare puntualmente sia per luogo che per proprietario, il possesso delle unità abitative nella città di Napoli nel primo ventennio dell'800.

                                                    Ferdinando Salemme
strumento di ricerca
482 Catasto provvisorio di Napoli e provincia - primo versamento nn. 1-364 - Inventario
informazioni redazionali
La schedatura è stata effettuata da Rosa Elberti (2011-2017)
Coordinanmento scientifico dott. Ferdinando Salemme.
Responsabile del procedimento di pubblicazione sul web dott.ssa Silvana Musella.
Record 12392