struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
  • Sede distaccata 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Segreteria di Guerra e Marina - ramo Marina1734 - 1806
soggetto produttore
Prima segreteria di Stato, Napoli
Ministero della guerra e della marina, Napoli
Ministero della guerra e della marina, Napoli
Ministero della guerra e della marina, Napoli
Ministero della guerra e della marina, Napoli
Ministero della guerra e della marina, Napoli
Regno di Napoli. Segreteria di Stato di guerra e marina (1759-1806)
storia istituzionale
Nell'ambito della riorganizzazione della struttura governativa voluta da Carlo di Borbone nel 1737 il "carico" della Guerra e della Marina rimase alla Prima Segreteria, cioè quella degli Esteri e Casa Reale. Nessun mutamento avvenne fino al 1755, quando, esonerato il Fogliani (il titolare della "Prima Segreteria" era in pratica il capo del governo), i suoi incarichi furono divisi tra il segretario alla giustizia Tanucci (cui andarono Esteri e Casa Reale) e quello dell'Azienda (cioè delle Finanze) De Gregorio, cui fu attribuito il carico di Guerra e Marina. Una segreteria a sè stante per gli affari militari nacque solo nel 1759, allorchè De Gregorio seguì Carlo in Spagna e tra i suoi incarichi quello della Guerra e della Marina fu attribuito a un nuovo Segretario di Stato, nella persona di Antonio del Rio (cui nel 1774 successe Antonio Ottero). Nel 1778 la marina napoletana fu affidata alle cure di un tecnico straniero, Giovanni Acton, e rimase per poco più di un anno separata dal "ramo" Guerra, finchè nel 1780 l'Acton assunse la titolarità di entrambi gli incarichi. Il noto uomo politico la mantenne anche quqando nel 1789 fu nominato Primo Segretario di Stato. Nel 1795 ufficialmente (ma non di fatto) egli rinunciò agli incarichi di governo "cedendo" la guerra al generale Arriola. Dopo la parentesi repubblicana del 1799, le vicende degli organismi politici preposti alla difesa diventano piuttosto confuse, ma in sostanza, fino all'arrivo di Giuseppe Bonaparte nel 1806, la guerra (ossia l'Esercito) ebbe un proprio responsabile distinto dalla marina. Durante il decennio francese il settore della guerra fu unito a quella della marina in un unico ministero, diviso in due rami. Dopo la Restaurazione e fino al 1822, non esistette un vero Ministero della Guerra e tutto il settore relativo all'esercito fu dapprima (r. d. 17 luglio 1815) affidato ad un Supremo Consiglio di Guerra e poi, con il r. d. 30 agosto 1816, ad un Comando Supremo dell'armata, con a capo il "gran capitano" Laval Nugent. Questo comando poi con il r. d. 21 marzo 1819 ebbe un "Regolamento per la trattativa degli affari". Dopo il periodo costituzionale del 1820-1821, il Ministero della guerra continuò ancora per breve tempo ad essere distinto da quello della marina (r. d. 28 maggio 1821), finchè con il r. d. 5 giugno 1822 fu creato un unico ministero della guerra e della marina, che per il ramo guerra, con il r. d. 26 giugno 1822, fu articolato in quattro ripartimenti più uno Stato Maggiore, costituente un ufficio separato. Il primo trattava gli affari legislativi e riservati ed il personale, il secondo l'artiglieria, il genio, gli istituti di educazione militare e l'Orfanotrofio militare, il terzo la giustizia militare, le prigioni militari, la disciplina, il culto, la leva ed il reclutamento, le pensioni, il quarto la contabilità, il contenzioso amministrativo, il commissariato di guerra e gli ospedali militari. Dal ramo guerra dipendevano poi la Direzione generale dei corpi facoltativi (il cui servizio concerneva il Corpo reale d'artiglieria, il Corpo reale del Genio, il reale Officio topografico e gli istituti di educazione militare), l'Intendenza generale dell'esercito, la Giunta generale dei contratti militari, la Direzione generale degli ospedali militari, l'Alta Corte militare. I due rami furono poi definitivamente separati e costituirono distinti ministeri a partire dal r. d. 14 settembre 1855.
ambiti e contenuto
La documentazione è conservata a Pizzofalcone, sede sussidiaria dell'Archivio di Stato di Napoli.