struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
  • Sede centrale 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Cappellano Maggiore e Decanato palatino1722 - 1908
descrizione fisica
pezzi  457
metri lineari  50
soggetto produttore
Cappellano maggiore, Napoli
collocazione
locale  132
storia istituzionale
Era l'ecclesiastico che, pur derivando le sue prerogative da concessioni papali, dipendeva dal sovrano, in nome e per conto del quale esercitava un'ampia giurisdizione su cappellani, chierici, scolari e cantori delle cappelle regie ed aveva speciali facoltà di celebrare funzioni religiose nelle cerimonie solenni tenute alla presenza del re, nei castelli e nelle residenze reali. Il Cappellano Maggiore curava anche di fornire informazioni e pareri sugli affari di propria competenza per consentirne la sovrana risoluzione. La costituzione di Benedetto XIV del 6 luglio 1741, riconosciuta la discrezionalità del sovrano nella nomina del Cappellano Maggiore, precisò le competenze di questi, riconoscendogli, oltre al diritto di nomina, alla giurisdizione civile, criminale e mista su tutti gli ecclesiastici addetti al servizio regio, anche la cura d'anime sulle cappelle reali e sulle chiese nelle quali fosse presente il sovrano, speciali diritti su soldati e marinai della flotta reale. Sin dal periodo aragonese, al Cappellano Maggiore era affidata la soprintendenza sull'università degli studi, con la facoltà di nominarne il rettore ed i lettori. Soppressa nel 1806, la carica fu ripristinata dopo la restaurazione borbonica, ma il Cappellano Maggiore divenne un semplice funzionario di Casa Reale. L'archivio comprende carte successive all'Unità d'Italia riguardanti l'amministrazione delle chiese palatine fino all'inizio del XX secolo.
storia archivistica
L'archivio, a tutti gli effetti un archivio pubblico statale e strettamente legato e in corrispondenza con la Direzione provinciale della Real Casa in Napoli era pervenuto all'Archivio Diocesano nel 1990 per mera disattenzione della natura dello stesso archivio, perchè custodito in un locale attiguo alla Chiesa di San Francesco di Paola che, su richiesta della Prefettura, nel 1987, tornò di proprietà del Demanio: i beni e gli arredi, compresi l'archivio, furono allora trasferiti alla Curia.
La decisione di consegnare all'Archivio di Stato di Napoli la parte ottocentesca dell'archivio del Cappellano maggiore e del decanato palatino, sollecitato anche dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e autorizzata dall'arcivescovo Sepe il 4 febbraio 2020, è motivata dalla constatazione che la parte precedente dell'archivio si trova già conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli. In effetti, nonostante le distruzioni subite durante la Seconda Guerra Mondiale, nell'archivio del Cappellano maggiore si individuano alcune serie, come le Ordinazioni e Patrimoni sacri e i Matrimoni che proseguono cronologicamente nel fondo appena acquisito.
ambiti e contenuto
L'archivio, ben condizionato e numerato progressivamente è articolato, innanzitutto in due serie, Cappellano maggiore e Decanato palatino; la parte relativa al Cappellano maggiore si articola in numerose sottoserie (Corrispondenza, Ordinazioni e patrimoni sacri, Abiure, Clero reale, Chiese reali, Questioni giurisdizionali, Cerimoniali, Giuramenti, Inventari, Stato libero, Matrimoni, Spese di culto) come da inventario di consistenza, e comprende anche una parte relativa alla Sicilia. L'archivio si sviluppa in circa 50 metri lineari ed è formato da 457 unità di conservazione con estremi cronologici che vanno dal 1722 al 1969 (numerazione di corda progressivo 1-460 con tre unità di conservazione mancanti come indicato nell'allegato verbale di versamento): la prevalenza dei documenti, però, riguarda il periodo 1815-1860. Nel fondo bisogna estrapolare alcune pandette per alcune serie come la corrispondenza che rappresentano utili chiavi di accesso alla stessa documentazione: l'inventario sommario e di consistenza, consegnato contestualmente all'archivio, consente, in tempi brevissimi, di essere messo in consultazione agli utenti senza ulteriori interventi di ordinamento o schedatura. Una schedatura analitica consentirà di comprendere la natura e la tipologia di documenti presenti nella coda dell'archivio, numeri 442 - 460, denominata Miscellanea.
strumento di ricerca
1070 Cappellano maggiore e decanato palatino