struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Catasto provvisorio della città di Napoli1807 - 1902
altra denominazione: Catasto francese
descrizione fisica
pezzi  1598
soggetto produttore
Direzione provinciale dei dazi diretti, demanio e rami e diritti diversi, Napoli
storia istituzionale
Il catasto provvisorio per la città di Napoli e per i comuni della provincia fu istituito in base al decreto del 4 aprile 1809. Realizzato a seguito dei decreti del 12 agosto e del 9 ottobre 1809, e delle istruzioni del Ministero delle Finanze del 1 e del 22 ottobre 1809, si configurava come rettifica e riforma delle matrici di ruolo e degli stati di sezione, disposti dalla legge dell'8 novembre 1806, che dava le istruzioni sull'imposta fondiaria, istituita con la legge dell'8 agosto 1806, in luogo di 23 precedenti differenti imposizioni. Il decreto del 12 agosto prevedeva che le rettifiche fossero predisposte da una commissione nominata dal decurionato di ciascun comune, ai lavori delle quale pertecipavano anche i commissari ripartitori incaricati, in base alla legge dell'8 novembre 1806, di procedere alla ripartizione della contribuzione fondiaria ed alla stesuradegli stati di sezione, in cui veniva suddiviso il territorio comunale. Le istruzioni del 1 e del 22 ottobre del 1809 illustrarono il metodo per la rettifica degli stati di sezione e per la compilazione delle relative matrici di ruolo e la forma dei vari registri catastali. In particolare si modificava il modello degli stati di sezione, aggiungendovi la denominazione dei beni e delle località in cui erano ubicati e si davano istruzioni sulle modifiche che via via sarebbero occorse. I libri delle correzioni, risultanti dal lavoro dei commissari, dovevanocontenere le correzioni relative agli aumenti ed alle diminuzioni da apportare all'estensione dei fondi. Le decisioni prese dal ministro delle finanze, a cui erano inviati i pareri dei commissari, erano infine annotate sui duplicati delle matrici dei ruoli, che restavano esposte per tre mesi al pubblico per gli eventuali ricorsi da trasmettere all'intendente della
provincia. I fondi e i fabbricati erano classificati in tre classi, a seconda dellarendita che producevano. Il controloro invitava, quindi, sulla base dei dati emersi dall'esame dei protocolli notarili, dei "libroni o libri degli obblighi poenes acta, come istrumenti di affitto, altri atti di vendita, di divisioni ecc." (istruzioni del 9 ottobre 1809) relativi al decennio 1798-1807, gli amministratori del comune a formare il nuovo progetto di tariffa.
Terminata nel 1816 la formazione del catasto, nuove disposizioni si resero necessarie per far fronte agli errori via via riscontrati. Così con le istruzioni del 27 ottobre 1818 si diede incarico ai direttori delle contribuzioni dirette di ricevere le domande di rettifica e di compilarne "un quadro", da trasmettere al Ministero delle finanze. In seguito alle opportune verifiche, il controloro e la commissione dovevano quindi valutare la natura delle modifiche, che, se gravi, imponevano di rifare il catasto, altrimenti si sarebbe compilato un quaderno degli emendamenti. Le controversie erano decise dalla commissione, dal direttore delle contribuzioni dirette o dal ministro delle finanze, in ragione della loro importanza. Risultò impiantato un catasto di soli terreni che, limitatamente alla città di Napoli, fu affiancato, in virtù delle istruzioni del 28 luglio 1813, da un catasto dei fabbricati. Durante il decennio francese per Napoli esistettero, quindi, al contempo due catasti, uno per i terreni ed uno per i fabbricati. Dopo la Restaurazione, invece, alla capitale fu dato un unico catasto misto, per i terreni e per i fabbricati, di cui si distinguono due serie successive, che partono rispettivamente dal 1818 e dal 1840. Rimasto in vigore nel primo decennio dopo l'unità, questo catasto "misto", a seguito dell'impianto del catasto fabbricati italiano, istituito con regolamento del 5 giugno 1871 n. 267, fu continuato relativamente ai soli terreni, restando in vigore fino al 1914. A partire da quest'anno gli subentrò il catasto geometrico-particellare del Regno d'Italia, previsto dalla legge 1° marzo 1
ambiti e contenuto
Il catasto provvisorio per la città di Napoli e per i comuni della provincia fu istituito in base al decreto del 4 aprile 1809. Realizzato a seguito dei decreti del 12 agosto e del 9 ottobre 1809, e delle istruzioni del Ministero delle Finanze del 1 e del 22 ottobre 1809, si configurava come rettifica e riforma delle matrici di ruolo e degli stati di sezione, disposti dalla legge dell'8 novembre 1806, che dava le istruzioni sull'imposta fondiaria, istituita con la legge dell'8 agosto 1806, in luogo di 23 precedenti differenti imposizioni.
Il decreto del 12 agosto prevedeva che le rettifiche fossero predisposte da una commissione nominata dal decurionato di ciascun comune, ai lavori delle quale pertecipavano anche i commissari ripartitori incaricati, in base alla legge dell'8 novembre 1806, di procedere alla ripartizione della contribuzione fondiaria ed alla stesura degli stati di sezione, in cui veniva suddiviso il territorio comunale. Le istruzioni del 1 e del 22 ottobre del 1809 illustrarono il metodo per la rettifica degli stati di sezione e per la compilazione delle relative matrici di ruolo e la forma dei vari registri catastali. In particolare si modificava il modello degli stati di sezione, aggiungendovi la denominazione dei beni e delle località in cui erano ubicati e si davano istruzioni sulle modifiche che via via sarebbero occorse.
I libri delle correzioni, risultanti dal lavoro dei commissari, dovevano contenere le correzioni relative agli aumenti ed alle diminuzioni da apportare all'estensione dei fondi. Le decisioni prese dal ministro delle finanze, a cui erano inviati i pareri dei commissari, erano infine annotate sui duplicati delle matrici dei ruoli, che restavano esposte per tre mesi al pubblico per gli eventuali ricorsi da trasmettere all'intendente della provincia.
I fondi e i fabbricati erano classificati in tre classi, a seconda della rendita che producevano. Il controloro invitava, quindi, sulla base dei dati emersi dall'esame dei protocolli notarili, dei "libroni o libri degli obblighi poenes acta, come istrumenti di affitto, altri atti di vendita, di divisioni ecc." (istruzioni del 9 ottobre 1809) relativi al decennio 1798-1807, gli amministratori del comune a formare il nuovo progetto di tariffa.
Terminata nel 1816 la formazione del catasto, nuove disposizioni si resero necessarie per far fronte agli errori via via riscontrati. Così con le istruzioni del 27 ottobre 1818 si diede incarico ai direttori delle contribuzioni dirette di ricevere le domande di rettifica e di compilarne "un quadro", da trasmettere al Ministero delle finanze. In seguito alle opportune verifiche, il controloro e la commissione dovevano quindi valutare la natura delle modifiche, che, se gravi, imponevano di rifare il catasto, altrimenti si sarebbe compilato un quaderno degli emendamenti. Le controversie erano decise dalla commissione, dal direttore delle contribuzioni dirette o dal ministro delle finanze, in ragione della loro importanza.
Risultò impiantato un catasto di soli terreni che, limitatamente alla città di Napoli, fu affiancato, in virtù delle istruzioni del 28 luglio 1813, da un catasto dei fabbricati. Durante il decennio francese per Napoli esistettero, quindi, al contempo due catasti, uno per i terreni ed uno per i fabbricati. Dopo la Restaurazione, invece, alla capitale fu dato un unico catasto misto, per i terreni e per i fabbricati, di cui si distinguono due serie successive, che partono rispettivamente dal 1818 e dal 1840. Rimasto in vigore nel primo decennio dopo l'unità, questo catasto "misto", a seguito dell'impianto del catasto fabbricati italiano, istituito con regolamento del 5 giugno 1871 n. 267, fu continuato relativamente ai soli terreni, restando in vigore fino al 1914. A partire da quest'anno gli subentrò il catasto geometrico - particellare del Regno d'Italia, previsto dalla legge 1° marzo 1886.
strumento di ricerca
0482 Catasto provvisorio di Napoli e provincia - Inventario
0522 Catasto provvisorio di Napoli e provincia - Inventario