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struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Consolato dell'arte della lana1500 - 1867
altra denominazione: Curia dell'arte della lana
descrizione fisica
pezzi  80
soggetto produttore
Consolato dell'arte della lana, Napoli
Conservatorio di Santa Rosa dell'arte della lana, Napoli
collocazione
stanza 207
bibliografia (campo unico)
J. MAZZOLENI, "Le fonti documentarie e bibliografiche dal sec. X al sec. XX conservate presso l'Archivio di Stato di Napoli", I, Napoli, 1978, pp.176-177. 
L. CASTALDO MANFREDONIA, "L'archivio della Curia dell'arte della lana conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli", in ««Archivio storico per le province napoletane», XV (1977), pp. 269-281. 
MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI. UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI, Guida generale degli Archivi di Stato italiani, III (N-R), Roma, 1986, pp. 33-34.
storia istituzionale
Le prime notizie relative a quest'Arte risalgono al periodo aragonese, durante il quale re Ferrante le concesse gli stessi privilegi elargiti all'Arte della Seta. Gli assensi alle capitolazioni ed i successivi privilegi del 1463, 1480, 1494, 1535, mentre attestano la costituzione del Consolato retto da tre consoli, un consultore, un coadiutore fiscale, un avvocato dei poveri, un mastrodatti ed un attitante, stabiliscono le norme e le regole per la manifattura e lo smercio del prodotto, e si riferiscono anche al buon reggimento della cappella dell'Arte, che era intitolata a San Giovanni Battista. Anche quest'arte visse le alterne vicende di un periodo di fioritura e poi di graduale decadenza nel sec. XVII, in rapporto all'arrendamento ed alle condizioni in genere della manifattura, che vede solo verso la fine del periodo austriaco un breve rilancio. Il tribunale, istituito nel 1480 da Ferdinando I d'Aragona, dotato fino al 1776 di poteri giurisdizionali in materia civile, criminale ed amministrativa per le cause degli iscritti al corpo dell'Arte della Lana, vide limitate da quell'anno le sue competenze alla mera tutela degli interessi economici degli iscritti, per essere poi soppresso dalla legge del 20 maggio 1808 (v. "Bullettino del regno di Napoli", 1808, n. 140.
ambiti e contenuto
Fino a pochi decenni fa la documentazione del Consolato dell'arte della lana si presentava dispersa, ed era rintracciabile solo attraverso le carte dell'Archivio della Regia Camera della Sommaria, degli atti notarili, degli archivi privati e delle procedure giudiziarie antiche, fino all'identificazione, negli anni Settanta, di un fondo autonomo non ordinato, che offrì la possibilità di ripercorrere la vita dell'istituto nella sua evoluzione dagli inizi (XVI secolo) alla seconda metà del secolo XIX. Il fondo - consistente di 80 buste per un totale di 1881 fascicoli - è costituito da atti amministrativi (mandati, provvisioni, creazioni di consoli, competenze di foro, ricevute, decreti, obbligazioni, istanze, memorie); processi civili (recuperi di crediti, risarcimento di danni, contestazioni di proprietà, petizioni di beni mobili, rivendicazioni dotali); processi criminali (furti, ingiurie contro i consoli, contravvenzioni varie, usura, violenze carnali, contrabbando).
I documenti successivi al 1808 si riferiscono alla contabilità pendente e al Conservatorio di Santa Rosa dell'arte della lana di Napoli.
strumento di ricerca
0512 Consolato dell'arte della lana - Inventario generale
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
a cura di Lidia Castaldo Manfredonia
a cura di Lidia Castaldo Manfredonia