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struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Consiglio ordinario di Stato1821 - 1860
altra denominazione: Consiglio di Stato
descrizione fisica
pezzi  1265
soggetto produttore
Consiglio di stato, Napoli
Segreteria particolare del re, Napoli
storia istituzionale
Il Consiglio ordinario di Stato, organizzato in base alla legge 6 gennaio 1817 ed al regolamento 4 giugno 1822, esprimeva pareri non vincolanti sugli affari che gli venivano presentati. Il regolamento 10 maggio 1826, che stabiliva la distinzione degli affari in quattro classi,assegnava alla prima quelli che dovevano essere proposti in Consiglio di Stato dopo l'esame preventivo del Consiglio dei Ministri ed alla seconda quegli affari che pervenivano con il solo parere del rispettivo ministro.
Come previsto dal regolamento del 4 giugno 1822, le discussioni, i pareri manifestati e le sovrane risoluzioni adottate nelle adunanze erano annotati nel protocollo, che poi veniva letto e firmato nella successiva adunanza, nella quale era presentato il notamento dei provvedimenti con cui i ministri avevano dato esecuzione alle risoluzioni adottate dal sovrano nell'adunanza precedente. Al segretario del Consiglio di Stato fu conferito un riconoscimento istituzionale con il decreto 11 gennaio 1831, che istituì l'ufficio della segreteria particolare del re.
ambiti e contenuto
Il fondo appartiene propriamente alla Segreteria particolare del re, istituita con r.d. dell'11 gennaio 1831. Il titolare di quest'organo infatti ai suoi compiti univa, in base all'articolo 2 di quel decreto, "le attribuzioni e i doveri di segretario del nostro Consiglio di Stato". Pertanto la documentazione si riferisce non soltanto all'attività propria di quest'organo consiliare, ma anche agli altri affari governativi risoluti dal re.
Il Consiglio ordinario di Stato, detto anche Consiglio di Stato, previsto dalla legge del 24 marzo 1817, ma disciplinato dal regolamento approvato il 4 giugno 1822, era costituito da "quei consiglieri di Stato che nomineremo ministri di Stato e dai ministri segretari di Stato". Presieduto dal re o dal duca di Calabria o da un consigliere ministro di Stato designato dal sovrano, esso discuteva gli affari che vi erano proposti dai ministri.
In base al Regolamento del 10 maggio 1826, mai inserito nella "Collezione ufficiale delle leggi e dei decreti reali", gli affari sottoposti alla risoluzione del re erano divisi in quattro classi. Alla prima appartenevano quelli che giungevano in Consiglio di Stato previo esame del Consiglio dei ministri, alla seconda quelli che vi erano proposti direttamente dal ministro competente, alla terza gli affari risolti dal re "in conferenza" con il rispettivo ministro e alla quarta quelli che i ministri, in realtà già a partire dal settembre del 1822, potevano risolvere "nel real nome", in virtù di facoltà via via concesse loro dal sovrano. Il Regolamento del 4 giugno 1822 prevedeva la formazione sia del protocollo delle discussioni e dei pareri manifestati nel corso delle sedute del Consiglio e delle relative risoluzioni sovrane, sia di notamenti dell'effettiva esecuzione di queste da parte dei ministri, che erano tenuti perciò a render conto al re, in Consiglio di Stato, del loro operato. Il segretario del Consiglio di Stato poi, in base al Regolamento del 1826, conservava anche i protocolli degli affari della terza classe, detti "fuori protocollo", i notamenti di quelli risolti "nel real nome" ed elenchi di atti sottoposti alla firma del re. Oltre a questo tipo di registri, raccolti in volumi, appartengono all'archivio anche rubriche (pandette) dei protocolli degli anni 1859-1860, rinvenute solo di recente, e i protocolli degli affari trattati dal Consiglio del Luogotenente generale di Sicilia.
L'inventario si articola pertanto nelle seguenti quattro serie: protocolli delle risoluzioni; esecuzioni ("rendiconti"), affari risoluti "nel real nome" e decreti alla firma; pandette; protocolli del Consiglio di Luogotenenza in Sicilia.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 147.