struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
  • Sede centrale 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Di Tocco di Montemiletto1250 - 1922
descrizione fisica
pezzi  229
metri lineari  35,20
soggetto produttore
Di Tocco, principi di Montemiletto (XIII-)
collocazione
locale 155
storia istituzionale
I di Tocco furono una famiglia ritenuta di origine longobarda che dovette essere presente nel beneventano già al tempo di Alessio I Comneno, imperatore di Bisanzio. Da Tocco, paese del circondario di Benevento, presero la signoria ed il nome. Il ramo di Acaja discese da Leonardo di Tocco, che fu luogotenente e capitano generale di Filippo, nipote di Roberto d'Angiò e principe di Taranto, nella sua spedizione in Macedonia al tempo del tentativo di espansione in Oriente degli Angioini di Napoli. L'altro ramo, quello più rappresentato dai documenti dell'archivio, è quello dei principi di Montemiletto, che si estinse con Giovan Battista, marito di Porzia Caracciolo di Avellino, che non ebbe figli e, pertanto, chiamò a succedergli Carlo e Leonardo di Tocco del ramo di Acaja. Della famiglia di Tocco fu famoso il giurista, maestro a Bologna, Carlo, autore delle celebri glosse alle "Leges Langobardorum" del 1537. Da ricordare anche un Cantelmo, cardinale arcivescovo di Napoli nel sec. XVII ed una Maria Antonia, duchessa di Popoli, che, al tempo della rivoluzione del 1799, si meritava il titolo di "madre della patria" per l'opera di assistenza svolta. Al ritorno dei Borboni i di Tocco furono dichiarati rei di stato ed ebbero i beni sequestrati. Nel penultimo decennio del sec. XVIII Nicola di Tocco, duca di Sicignano, fu contitolare della ditta Sicignano e Becci di Napoli, che si interessava del commercio del grano. Dopo il 1861 i di Tocco non passarono al nuovo regime, ma tennero i contatti tra il re in esilio ed i superstiti borbonici in Napoli.
ambiti e contenuto
L'archivio fu depositato nel 1949 da Giuseppe Carelli . IL fondo è composto da una parte pergamenacea, tanto per il periodo angioino che per quello aragonese; da una cartacea e da un complesso di volumi. Di notevole interesse per la storia feudale dell'Abruzzo Citra, della Calabria Citra e del Principato Ultra, contiene notizie anche sui rapporti tra il Regno di Napoli e l'Oriente. Per le relazioni con la famiglia reale degli Stuart sono confluiti nel fondo vari documenti in lingua inglese. L'archivio è ripartito in 9 sezioni :
I pergamene
II Scritture di famiglia
III Scritture diverse
IV Feudi di Abruzzo Citra
V Feudi di principato Citra
VI Feudi di Calabria Citra
VII Feudi delle province di Napoli e Terra di Lavoro
VIII Feudo di Refrancore in Piemonte
IX Carte finanziarie e giudiziarie. Vanno segnalate gli atti processuali dell'eredità Gonzaga (1755-1769)
X Amministrazione degli immobili siti in Napoli
XI Scritture di argomento diversi ed estranei ai precedenti. Tra queste vanno segnalate la corrispondenza con l'ex re Francesco di Borbone (1855-1899).
strumento di ricerca
0681 Di Tocco di Montemiletto - Inventario generale
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 681.  a cura di Antonio Allocati