struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
  • Archivi privati 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
livello di descrizione
liv.1
titolo e estremi cronologici
De Vito Piscicelli Taeggi1592 - 1943  con docc. in copia dal XIII secolo
descrizione fisica
pezzi  81
metri lineari  5
soggetto produttore
De Vito Piscicelli Taeggi (secc. XVII-); Napoli
collocazione
stanza 167
ambiti e contenuto
Il fondo pervenne all'Archivio di Stato di Napoli attraverso donazioni e depositi effettuati in anni diversi da Riccardo de Vito Piscicelli Taeggi. Quest'ultimo donò nel 1958 tre volumi manoscritti appartenuti al nonno Pietro de Vito Piscicelli Taeggi e relativi al censimento della popolazione del Regno delle Due Sicilie e ai dati statistici della popolazione della città di Napoli nell'anno 1854; nel 1961, Riccardo donò altri documenti appartenuti a Pietro e relativi alla sua attività presso la Direzione del Censimento di Napoli. I documenti in questione consistono in un conto della medesima Direzione risalenti al 1863 e in 11 minute di atti di nascita, di battesimo ed altre simili tipologie documentali. Oltre a questi documenti, furono depositate dieci buste di trascrizioni di atti di natura genealogica e pubblicazioni di alcuni esponenti della famiglia.
Nel 1964, lo stesso Riccardo de Vito Piscicelli Taeggi depositò l'archivio di famiglia vero e proprio e donò una lettera autografa di Camillo Benso, conte di Cavour. Altro materiale documentario fu donato tra il 1977 e il 1979. Il deposito temporaneo dell'archivio de Vito Piscicelli Taeggi si trasformò in lascito, per disposizione testamentaria di Riccardo, morto nello stesso 1980. Successivamente, nel 1983, Gabriella Compans de Brichanteau Challant, vedova di Ricarrdo de Vito Piscicelli Taeggi, donò all'Archivio di Stato di Napoli ulteriori documenti appartenenti al marito e alla famiglia Piscicelli, consistenti in tre pacchi di corrispondenza. L'ordinamento dell'archivio, curato da Mario Acciarini, è stato fatto nel rispetto di quello già impresso precedentemente alla documentazione. L'unica modifica, dettata da un'esigenza di omogeneità, è stata quella di riunire in fascicoli personali le carte, precedentemente sparse e appartenenti ad ogni singolo membro della famiglia.
L'archivio si divide in due parti: la prima comprendente "Documenti" e la seconda "Pubblicazioni e manoscritti", per un totale di 81 pezzi, tra buste di documentazione e pubblicazioni.
La prima parte consta di 20 buste contrassegnate da numeri romani, mentre i fascicoli recano una numerazione araba. La documentazione, di natura genealogica, privata, patrimoniale, e giudiziaria si riferisce ai diversi membri della famiglia Piscicelli e comprende privilegi, fedi di battesimo, atti di nascita, matrimonio e morte, appunti genealogici, documentazione militare e personale, onorificenze, carte patrimoniali, corrispondenza.
La seconda parte, consta di 61 pezzi tra pubblicazioni, manoscritti, memorie, articoli fotografie, opuscoli e programmi.
Si segnalano alcuni autografi di membri di Casa Savoia, di esponenti dell'Esercito, della Marina Militare Italiana; lettere autografe di uomini politici, lettere in copia di Camillo Benso di Cavour datate tra il 1860 e il 1861.
Tra la documentazione manoscritta bisogna segnalare 8 diari del conte Maurizio Piscicelli, corredati da fotografie, schizzi, disegni, i quali testimoniano i viaggi da questi intrapresi nell'Africa Equatoriale, in Asia e negli Stati Uniti d'America durante i primi decenni del '900. Si segnala ancora un manoscritto e la copia dattiloscritta di un discorso di Giacomo de Vito Piscicelli Taeggi sulla guerra Greco-Turca del 1897, nonchè studi, conferenze e manoscritti su questioni militari e documentazione personale e araldico-genealogica.
Si annoverano manoscritti e memorie di Riccardo de Vito Piscicelli Taeggi, relative al periodo militare trascorso in Cina in qualità di comandante in seconda della Compagnia "Volta" del Battaglione italiano in Cina.
Tra le pubblicazioni, merita un cenno quella di Monsignor Odorisio sui codici miniati cassinesi e relativa alle pitture cristiane del IX secolo.
Nell'archivio de Vito Piscicelli Taeggi sono confluite carte relative a diverse famiglie con la quale i Piscicelli si imparentarono. Si annoverano pertanto scritture della famiglia de Vito, imparentata con i Piscicelli nel 1684; carte della famiglia Candal, imparentata con i De Vito Piscicelli Taeggi nel 1758; carte della famiglia Le Boffe imparentata con i De Curtis nel 1783 e con i Taeggi nel 1800; carte della famiglia de Curtis, imparentata con i de Vito Piscicelli nel 1822 e carte della famiglia Taeggi imparentata con i de Vito Piscicelli nel 1822. Vi sono ancora carte dei De Filippis, dei Maione, degli Oneto e inoltre, si annovera documentazione relativa all'amministrazione dei beni della famiglia Di Sangro dei principi di San Severo, a nome di Gaetana de Sangro dei Principi di Sansevero, contessa Revertera, duchessa della Salandra. Si segnalano infine documenti relativi alla famiglia Revertera, imparentata con i De Vito Piscicelli Taeggi nel 1855; documentazione relativa alla Cappellania fondata nella Chiesa di Santa Caterina dalle famiglie Giordano, Le Boffe, Taeggi e De Curtis e, infine, carte relative ai territori di Lusciano e di Trentola.
L'archivio De Vito Piscicelli Taeggi, per l'eterogeneità della documentazione conservata, oltre a rappresentare una fonte per la storia della famiglia e di tutte quelle che con essa si imparentarono, offre numerosi spunti per l'approfondimento della storia sociale della metà dell'800 e della storia militare durante la prima e la seconda guerra mondiale, attraverso gli incarichi ricoperti nell'Esercito e nella Marina Militare da alcuni suoi esponenti, come i citati Maurizio, Giacomo e Riccardo.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 606.  a cura di Mario Acciarino