struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
  • Archivi privati 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Carafa di Maddaloni, Carafa di Colubrano1269 - 1859
altra denominazione: Carafa di Maddaloni e Colubrano
 XIII - XIX sec. XIII - XIX
descrizione fisica
pezzi  17
metri lineari  8
soggetto produttore
Carafa, duchi di Maddaloni (secc. XV-XIX); Napoli
Carafa, principi di Colubrano e duchi di Maddaloni, (secc. XVII-XIX); Napoli
collocazione
stanza 167
ambiti e contenuto
L'archivio fu riordinato alla fine dell'800 da Benedetto Croce e da Giuseppe Ceci, i quali nel 1891 ne redassero un inventario analitico, conservato in copia dattiloscritta presso l'Archivio di Stato di Napoli e intitolato "Catalogo dell'archivio Carafa di Maddaloni e di Colubrano e loro successori ed eredi".
La documentazione, conservata in 17 buste, risulta suddivisa in tre titoli. All'interno delle singole aree, il materiale documentario è contrassegnato da una classificazione alfanumerica ed ordinato secondo un criterio cronologico, che nel titolo primo segue scrupolosamente la genealogia del ramo Carafa di Maddaloni, e a partire da questo, giunge fino al ramo Carafa di Colubraro.
Il titolo I, denominato "Storia della famiglia", comprende scritture di natura genealogica e familiare relativa ai diversi membri della famiglia, da Antonio Carafa detto Malizia a Lelio, primo marchese di Arienzo, nell'ordine di classificazione seguente:
I-A/1: "Antonio Carafa detto Malizia";
I-A/2: "Diomede Carafa, I° Conte di Maddaloni";
I/A/3: "Giovanni Andrea Carafa", figlio di Diomede;
I-A/4: "Giovanni Tommaso Carafa, II° Conte di Maddaloni";
I-A/5: "Giovanni Antonio Carafa";
I-A/6: "Diomede Carafa, III° Conte di Maddaloni";
I-A/7: "Giovan Tommaso Carafa, Conte di Cerreto, figlio di Diomede, III conte di Maddaloni";
I-A/8: "Cesare Carafa, figlio di Diomede, III conte di Maddaloni";
I-A/9: "Diomede di Cesare di Diomede, III conte di Maddaloni";
I-A/10: "Lelio Carafa, I° Marchese di Arienzo"
La documentazione prosegue da Diomede I Duca di Maddaloni fino a Domenico Marzio VI° Duca di Maddaloni:
I-B/1: "Diomede I° Duca di Maddaloni";
I-B/2: "Marzio Carafa II° Duca di Maddaloni";
I-B/3: "Margherita Acquaviva d'Aragona, vedova di Diomede, III Duca di Maddaloni";
I-B/4: "Marzio Carafa IV Duca di Maddaloni"
I-B/5: "Gian Tommaso Carafa figlio di Marzio Carafa, IV Duca di Maddaloni";
I-B/6: "Diomede Carafa V° Duca di Maddaloni";
I-B/7: "Domenico Marzio Carafa VI° Duca di Maddaloni
L documentazione prosegue da Marino Carafa a Diomede, marchese di Arienzo:
I-C/1: "Marino Carafa, generale";
I-C/2: "Carlo Carafa, VII Duca di Maddaloni";
I-C/3: "Carlotta Colonna Duchessa di Maddaloni, vedova di Carlo, VII duca di Maddaloni";
I-C/4: "Marino Carafa figlio del duca Carlo";
I-C/5: "Domenico Marzio Carafa, VIII Duca di Maddaloni";
I-C/6: "Lelio Carafa Marchese di Arienzo";
I-C/7: "Carlo Carafa IX Duca di Maddaloni";
I-C/8: "Domenico Marzio Carafa X Duca di Maddaloni";
I-C/9: "Diomede Carafa, Marchese di Arienzo".
La documentazione prosegue con la linea di Colubrano:
I-D/1: "Fabio Carafa II principe di Colubrano";
I-D/2: "Fabio Carafa IV principe di Colubrano";
I-D/3: "Domenico Carafa V principe di Colubrano";
I-D/4: "Donna Eleonora di Cardenas", prima moglie di Domenico Carafa, V principe di Colubrano;
I-D/5: "Francesco Carafa VI principe di Colubrano", figlio di Caterina Carafa;
I-D/6: "Faustina Pignatelli", moglie di Francesco Carafa, VI principe di Colubrano;
I-D/7: "Michele Carafa VII principe di Colubrano";
I-D/8: "Giuseppe Carafa";
I-D/9: "Francesco Carafa, VIII principe di Colubrano";
I-D/10: "Domenico Carafa, IX principe di Colubrano";
I-D/11: "Marzio Carafa, X principe di Colubrano";
I-D/12: Fedi di battesimo di diversi membri dei Carafa di Colubrano;
I-D/13: Questa unità denominata appendice conserva carte relative a: "Carafa di Ariano Diomede", vescovo di Ariano.
Sotto le ultime quattro lettere del titolo primo, si trovano classificati privilegi reali e vicereali, lettere di sovrani e di altri personaggi dirette ai membri della famiglia Carafa di Maddaloni, e infine alberi genealogici, nell'ordine seguente:
I-E: "Diplomi dal 1285 al 1466": Si tratta di 35 diplomi relativi soprattutto alla terra di Maddaloni. Tra essi si segnala quello di Re Ladislao del 1390 con il quale la terra di Maddaloni viene concessa a Carlo Artus, conte di Sant'Agata e suo personale consigliere; un lodo di Bonifacio IX del 1398 relativa ad una convenzione tra re Ladislao e alcuni nobili; una bolla di Bonifacio IX del 1399 con la quale si conferma la concessione della terra di Maddaloni a Carlo Artus. Vi sono inoltre diplomi di Alfonso d'Aragona, re di Sicilia; di Giovanna II; di Alfonso I d'Aragona, di Ferdinando I.
I-F: "Diplomi dal 1478 al 1497": si tratta di 22 diplomi, tra i quali alcuni di Ferdinando I, Alfonso II, Carlo VIII, Ferdinando II e Re Federico.
I-G: "Lettere di Sovrani, Vicerè e altri personaggi a personaggi di Casa Carafa". Si tratta di 20 pezzi, tra originali e copie: tra esse vi sono alcune lettere del Vicerè, conte Monterey, il vicerè d'Arco e d'Onatte; lettere di Giovanni d'Austria; di papa Innocenzo XII, di Filippo V di Spagna, di Luigi XIV, di Papa Benedetto XIV e di re Ferdinando IV di Borbone.
I-H: "Alberi e storia della famiglia Carafa in generale e in particolare dei Carafa di Maddaloni e di Colubrano".
Il titolo II, denominato "Beni della famiglia", comprende documentazione di natura patrimoniale, giudiziaria e carte di successione, nell'ordine seguente:
II-A: "Assensi regi" dal 1446 al 1545;
II-B: "Assensi regi" dal 1550 al 1596;
II-C: "Assensi regi" dal 1604 al 1798;
II-D: "Contratti" dal 1269 al 1488;
II-E: "Contratti" dal 1505 al 1596;
II-F: "Contratti" dal 1610 al 1806;
II-G: "Carte Giudiziarie", allegazioni, processi, decreti, memorie, atti e sentenze dal 1518 al 1857;
II-H: "Piante ed altre Carte riguardanti l'amministrazione dei beni" (9 piante).
Il titolo III, denominato "Carte varie", comprende, senza ulteriori suddivisioni interne, documentazione di diversa natura, in gran parte a stampa, tra cui si segnala il testamento di re Carlo II e un foglio a stampa del 1710 della Gazzetta di Amsterdam.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 707.  redatto da Giuseppe Ceci e da Benedetto Croce nel 1891