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serie
Enti
codice
0000000124
intestazione autorizzata
Real camera di Santa Chiara, Napoli
contesto: Regno di Napoli
date: 1735- 1799
Supremo tribunale consultivo nazionale, Napoli
contesto: Repubblica partenopea
date: 1799
Real camera di Santa Chiara, Napoli
contesto: Regno di Napoli
date: 1799 - 1808
date di esistenza
1735 - 1808
storia
Questo fondamentale organo dello Stato subentrò, in base alla prammatica dell'8 giugno 1735, al Consiglio Collaterale di epoca vicereale. Con la soppressione di quest'ultimo, Carlo di Borbone, da poco salito al trono di Napoli, intendeva "stabilire un governo giusto, forte, uniforme e tranquillo, duraturo e incorruttibile" (A. Pannone, p. 79), riservando a sé stesso il diritto di guerra e di pace, le relazioni con l'estero, l'emanazione delle leggi, della concessione di dispense e di privilegi, la conoscenza dei reclami dei vassalli contro le decisioni dei tribunali e il diritto di provvedere a tutti i bisogni dello Stato.
La nuova magistratura, costituita dai membri del preesistente Sacro Regio Consiglio, creato da Alfonso I d'Aragona, elevati alla carica di capiruota, da un presidente e da un segretario, assumeva le funzioni di cancelleria del regno, già spettanti al Collaterale, e quelle di tribunale e di massimo organo consultivo dello Stato. Con dispaccio del 24 luglio 1735 inviato alla Camera da Bernardo Tanucci, si assegnò il compito, in passato spettante al Segretario del regno, di "ricevere la parola regia" al Segretario della Camera. Questo ufficiale proponeva gli affari nelle adunanze, compilava il processo verbale di tutto ciò che dalla Camera si determinava, formulava le consulte da proporsi al re per mezzo delle segreterie, custodiva le scritture e spediva gli atti. Il Presidente della Camera, esercitando le funzioni dell'antico Viceprotonotaro del regno, apponeva la firma, con il vidit, alle leggi e alle costituzioni inviategli dal sovrano.
Rientravano fra le competenze della Real Camera le delegazioni di cause trasmesse dal Sacro Regio Consiglio, dalla Gran Corte della Vicaria, dai presidi delle province, dal Commissario di Campagna, il compito di visitare le carceri, spedire i privilegi feudali e gli assensi regi, decidere sui conflitti di giurisdizione fra tribunali laici e tribunali ecclesiastici e fra gli stessi tribunali secolari, spedire le patenti a ministri e ufficiali, concedere l'imprimatur ai libri, le privative di stampa e l'exequatur alle bolle della Santa Sede e dell'Ordine di Malta, rivedere in appello i decreti della Soprintendenza generale di salute e della Portolania. La Real Camera era competente per tutte le cause riguardanti la Città di Napoli. La competenza in materia di conflitti di giurisdizione fu poi attribuita, con dispaccio del 2 aprile 1798, alla Suprema Giunta per le questioni di foro.
In quanto tribunale di prima istanza, la Camera deliberava sulla natura ecclesiastica o laicale dei benefici, sull'appartenenza al regio patronato, e risolveva le questioni di precedenza fra le congregazioni. Per la nomina di giudici, governatori regi e uditori proponeva terne di nominativi, tramite il Segretario di Stato di grazia e giustizia.
In quanto consiglio della monarchia, la Camera forniva pareri (consulte) al sovrano "nelle materie più ardue di Stato e sopra i memoriali che gli si presentavano dalle particolari persone e dai corpi morali" (F. Trinchera, p. 315), tramite i segretari di Stato.
Nel 1768 entrò a farne parte l'avvocato fiscale della Real Corona col compito di proporre e sostenere le ragioni reali in qualunque affare preso in esame dalla Real Camera di Santa Chiara e di vigilare sugl'interessi dello Stato e sui diritti della sovranità. Successivamente il re istituì la figura del promotore fiscale della Real Corona col compito di assistere l'avvocato fiscale nella compilazione degli atti e delle notifiche.
Durante la Repubblica Napoletana del 1799, la Real Camera assunse la denominazione di Supremo Tribunale consultivo nazionale.
Insieme con le altre magistrature di antico regime, la magistratura cessò le sue funzioni il 20 dicembre 1808, in virtù del regio decreto del 12 dicembre di quell'anno con cui era stabilita anche l'installazione dei nuovi tribunali della capitale e del regno nei giorni 7 e 8 gennaio 1809.
documentazione collegata
Real Camera di Santa Chiara
Real Camera di Santa Chiara
fonti
GATTA D., "Regali Dispacci. Parte seconda che riguarda il civile", tomo I, Napoli, 1775, pp. 74-76;
GIANNONE P., "La Real Camera di Santa Chiara nei primi anni del Regno di Carlo di Borbone", in "Annali del seminario giuridico ed economico", Università di Bari, anno VIII, fasc. 1, Bari, 1934, pp. 5-6;
PANNONE A., Lo Stato borbonico, Firenze 1924, pp. 81-85;
TRINCHERA F., "Degli archivi napoletani", Napoli 1872, pp. 310-316.
MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI. UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI, Guida generale degli Archivi di Stato italiani, III (N-R), Roma, 1986, pp.37-38.