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serie
Enti
codice
0000000128
intestazione autorizzata
Consiglio Collaterale, Napoli, Regno di Napoli (1507 - 1735)
contesto: Regno di Napoli
date: 1507 - 1735
date di esistenza
1507 - 1735
storia
Quest'organo caratterizza il periodo del viceregno spagnolo e austriaco. Fu istituito da Ferdinando il Cattolico nel 1507 e posto, come Consiglio di Stato, accanto al vicerè (le sue pronunce furono rese vincolanti da una prammatica di Filippo II nel 1593). Composto dal viceré, che ne era il capo, da due reggenti, che poi crebbero di numero, dal segretario del regno e da due segretari privati del vicerè, il Collaterale assumeva il governo per morte o assenza di questi. Accentrando nella sua struttura funzioni, oltrechè consultive, anche deliberative e giudiziarie, venne ad avere la cancelleria del regno, che sostituì l'antica cancelleria, una segreteria - diretta da un "secretarius regni" cui era riservata la proposta degli affari in Consiglio - e un tribunale.
Questa alta magistratura includeva anche una ventina di consiglieri, eletti dal sovrano per nobiltà di natali o per grandi cariche ricoperte. Tali consiglieri erano chiamati "di Stato e di Guerra", perché dovevano trattare gli affari più gravi di governo intervenendo in Consiglio assieme ai reggenti di Cancelleria sotto la presidenza del viceré, alla cui destra essi sedevano con voto consultivo, dando vita al cosiddetto "Consiglio Collaterale pieno". In quest'ultimo caso alla sinistra del viceré andavano a sedersi i reggenti di cancelleria, i quali - però - potevano essere convocati in Collaterale dal viceré anche indipendentemente dai consiglieri, costituendo il "Consiglio Collaterale ordinario" e beneficiando di voto tanto consultivo quanto deliberativo e giudiziario.
Questi reggenti avevano facoltà di decretare sui memoriali di grazia e giustizia senza l'intervento del viceré; replicavano agli ordini vicereali quando questi non erano conformi alle disposizioni del sovrano; spedivano i privilegi, con il potere di riformare le investiture dei feudi, tenuto conto dei singoli casi e delle circostanze che richiedevano tali riforme; impartivano ordini sui beni feudali delle università, dei luoghi pii e dei beni dotali; assegnavano i tutori ("balii") ai figli minori dei feudatari; accordavano salvacondotti ai rei; visitavano i carcerati; ammettevano in grado di appello le cause sulle quali avevano giurisdizione; decidevano su questioni inerenti ai tribunali e, all'occorrenza, procedevano alla sospensione dei magistrati; rivedevano i decreti del Sacro Regio Consiglio e dei ministri delegati; in esecuzione delle commissioni ricevute dal viceré, effettuavano l'istruttoria dei processi per mezzo degli "scrivani di mandamento" ed emettevano i loro provvedimenti e decreti; nei dubbi di competenza riferivano in Collaterale le cause dando avviso alle parti.
Gli scrivani di mandamento, dal canto loro, avevano l'incarico particolare di leggere le suppliche e di scrivere le conseguenti deliberazioni; toccava poi agli "scrivani di registro" trascrivere gli atti nei registri di Cancelleria.
Il Consiglio Collaterale fu soppresso nel giugno del 1735 e sostituito dalla Camera di Santa Chiara.
condizione giuridica
uffici centrali di Antico regime
documentazione collegata
Cancelleria e Consiglio Collaterale
Consiglio Collaterale
Consiglio Collaterale
fonti
A. ALLOCATI, "Lineamenti delle istituzioni pubbliche nell'Italia meridionale", Roma, Edizioni dell'A.N.A.I., 1968, pp. 79-81.