serie
Enti
codice
0000000184
intestazione autorizzata
Ministero della polizia generale, Napoli
contesto: Regno di Napoli; Regno delle due Sicilie
date: 1806 - 1819; 1821; 1822 - 1848; 1852 - 1860
date di esistenza
1806 - 1819; 1821; 1822 - 1848; 1852 - 1860
storia
Anteriormente al decennio francese, l'organo politico preposto alle materie di polizia della capitale e del Regno non era distinto da quello a cui competeva la giustizia, ossia la Segreteria di grazia e giustizia. Tuttavia già con dispaccio dell'11 maggio 1803 era stata istituita una Soprintendenza generale di polizia che, pur non avendo il rango di una Segreteria di Stato, era un organismo centrale con competenza generale su tutto il territorio del Regno. Con il decreto del 28 febbraio 1806 fu istituito il Ministero della polizia generale, incaricato "della pubblica sicurezza, del buon ordine e della tranquillità interna".
Conservato provvisoriamente dopo la restaurazione con il decreto del 4 giugno 1815 e poi abolito con la legge del 10 gennaio 1817 sulla riorganizzazione dei ministeri, il Ministero della polizia generale fu di fatto soppresso soltanto con il successivo decreto del 20 novembre 1819, che lo sostituì con una Direzione generale, dipendente dal Ministero di grazia e giustizia per le competenze in materia di polizia giudiziaria e dal Ministero degli affari interni per quelle relative all'ordine pubblico e alla polizia amministrativa. Una distinta Direzione generale di polizia era istituita invece per la Sicilia, alle dipendenze del Luogotenente generale del re, che però poteva risolvere gli affari d'intesa con i ministeri di grazia e giustizia e degli affari interni napoletani.
Ricostituito, dopo il nonimestre costituzionale del 1820-1821, con decreto dell'11 aprile 1821, il Ministero della polizia generale fu nuovamente soppresso il 28 luglio dello stesso anno e sostituito da una Commissione generale di polizia alle dipendenze del Ministero di grazia e giustizia. Gli affari del ramo erano regolati da due commissari generali, rispettivamente uno per quelli relativi alla capitale e alla sua provincia, ed uno per quelli che riguardavano le altre province dei domini continentali.
Con decreto del 24 agosto 1821, la Commissione generale fu organizzata in un Dipartimento generale, che curava la proposta e la redazione delle determinazioni generali, la custodia dei reali decreti e la compilazione dei rapporti giornalieri, e in due rami, quello della polizia generale per Napoli e la sua provincia, e quello della polizia generale per le altre province. Il primo ramo si articolava in quattro ripartimenti, rispettivamente incaricati il primo del personale di polizia, dello spirito pubblico e della sicurezza, dei delitti di Stato, della vigilanza su teatri e spettacoli, il secondo dell'arresto dei disertori, del reclutamento militare, della trasmissione degli atti dei processi di polizia all'autorità giudiziaria, il terzo delle prigioni, della prevenzione degli incendi, della spedizione di passaporti e carte di soggiorno, del registro dell'arrivo e della partenza di esteri e regnicoli, il quarto dei permessi di stampa di periodici ed opuscoli, delle licenze da rilasciare, d'intesa con la Giunta di pubblica istruzione, ai maestri delle scuole private, delle feste pubbliche, dell'illuminazione, del meretricio, della vigilanza su medici e chirurghi e sui mercati. Il secondo ramo, relativo alle province del Regno, era a sua volta diviso in tre ripartimenti. Le attribuzioni dei primi due ricalcavano quelle affidate al primo e al secondo del primo ramo, mentre quelle del terzo cumulavano le competenze distribuite fra il terzo e il quarto ripartimento del primo ramo.
Ripristinato il 5 giugno 1822 il Ministero della polizia generale, con decreto del 15 giugno 1824 ne fu ridefinita la struttura organizzativa, che risultò articolata in tre ripartimenti. Al primo, che curava gli affari relativi alla capitale, era anche unito il Segretariato o Gabinetto per gli affari riservati e di maggior rilievo. Il secondo ripartimento provvedeva agli affari riguardanti la provincia di Napoli, il terzo a quelli relativi alle altre province.
Il nuovo ordinamento istituito con il decreto del 14 marzo 1840 prevedeva che il Ministero, oltre ad avere un ripartimento in Sicilia presso il Luogotenente generale, si sarebbe articolato in quattro ripartimenti, il primo dei quali sarebbe stato la Segreteria generale, mentre degli altri avrebbe deciso il ministro le attribuzioni. Superato il criterio di attribuire gli affari riguardanti le province ad uno specifico ufficio, le competenze del ministero furono distribuite orizzontalmente fra i diversi ripartimenti. Il primo, diviso in due carichi, provvedeva alle circolari e ai regolamenti di massima, alle nomine del personale di polizia, agli affari relativi alle province, alla salute pubblica, alle informazioni sulla condotta dei funzionari civili e ecclesiastici, alla statistica e al censimento, alle ordinanze di polizia per le province, alla redazione dei rapporti generali sugli avvenimenti da inviare al ministro presidente del Consiglio dei ministri, all'archivio generale del ministero. Il secondo ripartimento, anch'esso articolato in due carichi, curava l'ordine pubblico della capitale e della provincia di Napoli, l'istruzione pubblica, la vigilanza su teatri e spettacoli, su mendici e vagabondi, sulle prigioni, sull'arrivo e sulla partenza di regnicoli e esteri. Al terzo ripartimento, articolato, come i precedenti, in due carichi, era affidata la vigilanza sugli studenti che si recavano a Napoli per completare gli studi, sui corpi di polizia, sulle feste religiose civili, la revisione delle opere a stampa periodiche e sugli opuscoli, il rilascio dei passaporti per l'estero. Il quarto ripartimento infine si occupava degli affari riguardanti la Gendarmeria reale. A seguito di questa riorganizzazione, nel 1841, riconosciuti gli inconvenienti della separazione degli archivi dei ripartimenti, fu costituito un archivio unico di tutta la documentazione appartenente al ministero.
Una delle prime conquiste del rivolgimento politico del gennaio 1848 fu l'ennesima soppressione di questo odiato ministero di polizia, che fu ridotto al livello di un "ramo" del Ministero degli affari interni (r.d. 26 gennaio 1848). Dei sei ripartimenti previsti dal decreto del 21 aprile 1848, avevano attribuzioni di polizia il quarto e il quinto. Il quarto ripartimento curava infatti la sicurezza interna e esterna, il rilascio dei passaporti, la salute pubblica, i rapporti generali sugli avvenimenti, le misure di prevenzione, le informazioni per gli impieghi, mentre il quinto provvedeva alla polizia giudiziaria per la capitale e per la provincia di Napoli, alla vigilanza su teatri e spettacoli, sulle reali riserve e sui sospetti, alle feste pubbliche, agli scavi d'antichità, alla vigilanza, al censimento, all'arresto di sospetti e di disertori. A seguito del decreto del 25 maggio 1848, che portò a sette i ripartimenti, queste competenze furono trasferite rispettivamente al quinto e al sesto ripartimento. Tuttavia il 7 settembre dello stesso anno fu abolito il sesto ripartimento, le cui attribuzioni furono redistribuite fra gli altri.
Ricostituito con decreto del 4 novembre 1852, il Ministero della polizia generale risultò articolato in tre ripartimenti, più un ripartimento per il Segretariato e l'alta polizia. A quest'ultimo furono affidati, oltre agli affari riservati, la revisione delle opere periodiche a stampa e degli opuscoli, la vigilanza sull'arrivo e sulla partenza di regnicoli e di forestieri, le informazioni sulla condotta di funzionari civili e ecclesiastici e le misure di prevenzione. Il primo ripartimento curava le circolari, i regolamenti e le ordinanze di massima, gli affari relativi alle province, l'archivio dei tre ripartimenti. Il secondo ripartimento si occupava dell'ordine pubblico nella capitale e nella sua provincia, di tutti gli affari di polizia giudiziaria, ordinaria e amministrativa di Napoli e della sua provincia che non fossero già di pertinenza del Segretariato, degli scavi d'antichità, dei passaporti, della Colonia di Tremiti e della vigilanza sui sospetti. Il terzo ripartimento infine era incaricato dello stato discusso del Ministero, della salute pubblica, della vigilanza su teatri e spettacoli per tutto il regno, delle carte di passaggio e di soggiorno, delle feste pubbliche, delle prigioni, dei permessi per gli esercenti, della vigilanza sulle reali riserve, su fiere e mercati e sul meretricio.
Il 27 giugno del 1860 il Ministero della polizia generale fu soppresso e le sue attribuzioni furono assorbite dal nuovo Ministero dell'interno e della polizia generale. Il ministero Spinelli di Scalea, ultimo governo dei Borbone, insediato il 25 giugno 1860, aveva infatti nella sua compagine un dipartimento dell'interno e polizia, affidato nel luglio a Liborio Romano, liberale destinato ad un ruolo di spicco nelle istituzioni della Napoli post-unitaria.
condizione giuridica
uffici centrali del periodo napoleonico e/o di governo provvisorio
uffici centrali della Restaurazione
uffici centrali preunitari
documentazione collegata
Ministero della Polizia Generale. Prima numerazione
Ministero della polizia generale. Seconda numerazione
Ministero della polizia generale. Restaurazione
Ministero della polizia generale. Gabinetto
Ministero della Polizia Generale
Ministero della Polizia Generale
Ministero della Polizia generale
Ministero della Polizia Generale
Ministero della Polizia Generale
fonti
G. LANDI: Istituzioni di diritto pubblico del Regno delle Due Sicilie (1815-1861), Napoli, Giuffrè, 1977, tomo I, pp. 387 - 396. P.
FRANZESE, "L'organizzazione della polizia a Napoli dal 1792 al 1822 e l'Archivio del Ministero della polizia generale", in Napoli nobilissima, V serie, III (gennaio-aprile 2002), pp. 21 - 32.
P. FRANZESE, "La nuova organizzazione dell'amministrazione di polizia nel Regno di Napoli e i suoi effetti nelle province abruzzesi". in Il 1799 in Abruzzo, Atti del convegno Pescara-Chieti 21-22 maggio 1999. L'Aquila, Deputazione di Storia Patria, 2001, pp. 1093 - 1117.