serie
Enti
codice
0000000294
intestazione autorizzata
Regia camera della Sommaria, Napoli
contesto: Regno di Napoli; Repubblica partenopea; Regno di Napoli
date: 1444-1807
date di esistenza
1444 - 1807
storia
La Camera della Sommaria fu costituita da Alfonso d'Aragona nel 1444 che riunì in un solo organismo la curia magistrorum rationalium e quella dei presidenti della camera dei Conti. Per tutto il periodo dell'antico regime e quindi fino al 1807, la Regia Camera della Sommaria fu, da un lato, l'organo di revisione di tutti i conti dello Stato, ma anche delle università - in quest'ultimo caso non d'ufficio, ma solo su richiesta di parte - e, dall'altro, tribunale di quello che a partire dal secolo XIX si sarebbe chiamato "contenzioso amministrativo". Va precisato al riguardo che la Regia Corte dei Conti, istituita da Giuseppe Bonaparte nel 1807 in sostituzione della Regia Camera della Sommaria, non ne ereditò, come la successiva Gran Corte dei Conti del secondo periodo borbonico, le competenze in materia di contenzioso amministrativo, che furono invece demandate al Consiglio di Stato. La Sommaria trattò tutte le cause in cui fosse coinvolto, come attore o come convenuto, il regio fisco e quelle delle università e dei feudatari, che avessero, sotto un qualunque profilo, un interesse fiscale. Oltre che tribunale e organo di revisione contabile, esercitò anche funzioni consultive del governo in materia finanziaria. Da qui l'esistenza di una significativa documentazione nota con il nome di "consulte". Dapprima contro le decisioni della Sommaria era ammesso ricorso al Sacro Regio Consiglio, ma nel 1482 Ferdinando I d'Aragona ne fece un tribunale supremo, le cui decisioni non erano appellabili ad altri tribunali. Ad essa, fra l'altro, competeva l'appello delle decisioni prese, in sede giurisdizionale, dai tribunali della Dogana di Foggia e della Doganella d'Abruzzo.
Al vertice della Camera della Sommaria vi era, in epoca moderna il luogotenente, così chiamato perché in origine non era altro che il luogotenente del Gran Camerario, carica diventata nel corso del tempo puramente onorifica. Essa era costituita inoltre da presidenti togati ("commissari", fra i quali erano ripartiti i vari settori di competenza in base ad un provvedimento annuale detto "commessa generale", fatto dal luogotenente, da presidenti "brevioris togae", da avvocati fiscali, dal procuratore fiscale, dall'avvocato dei poveri e da una nutrita serie di attuari (scrivani), incaricati della cura degli atti, e razionali, che si occupavano della revisione materiale dei conti. Il Trinchera riferisce che il luogotenente ed i presidenti formavano dapprima una sola ruota a cui ne fu aggiunta una seconda nel 1596, con attribuzioni in materia di conti, imposte e arrendamenti, ed infine nel 1637 una terza, competente per gli stati discussi delle università e per il catasto. Va anche ricordato che, su questioni di particolare rilievo, si formassero delle giunte ad hoc costituite da presidenti della Sommaria, come quelle del catasto onciario, degli stati discussi delle università, della numerazione dei fuochi, del tabacco, dell'arsenale). Nel luglio 1799, dopo il semestre repubblicano, da una sommaria indagine risultò che i bilanci dei Comuni apparivano completamente dissestati; parve ristabilire un certo equilibrio solo l'intervento del responsabile delle finanze del Regno, Giuseppe Zurlo, ma la Rivoluzione francese e i suoi riflessi politici sul Regno e i nuovi ordinamenti amministrativi introdotti dai due napoleonidi fecero il resto. Nel 1807 la Camera della Sommaria si trasformò in Regia Corte dei Conti, assumendone tutte le funzioni.
condizione giuridica
uffici centrali di Antico regime
documentazione collegata
Regia Camera della Sommaria
fonti
R. DELLE DONNE, "Alle origini della Regia Camera della Sommaria", Rassegna storica salernitana, VIII, 1 (giugno 1991), pp. 25-61.