serie
Enti
codice
0000000498
intestazione autorizzata
Tribunale di prima istanza di Napoli, Napoli
contesto: Regno di Napoli; Regno delle due Sicilie
date: 1809 - 1817
Tribunale civile, Napoli
contesto: Regno delle due Sicilie
date: 1817 - 1860
Tribunale di circondario di Napoli, Napoli
contesto: Italia
date: 1861 - 1862
Tribunale civile e correzionale di Napoli, Napoli
contesto: Italia
date: 1862 - 1865
Tribunale di Napoli, Napoli
contesto: Italia
date: 1865 -
date di esistenza
1809 -
storia
"L'espressione tribunale ha un duplice significato: quello di ufficio giudiziario istituito in determinata circoscrizione per l'amministrazione della giustizia nei limiti delle attribuzioni stabilite dalla legge e quello di organo collegiale, nell'esercizio concreto della funzione giudicante" (Pedace)
Con la legge sull'organizzazione giudiziaria del 20 maggio 1808, fu riformata profondamente la struttura delle istituzioni giudicanti del Regno di Napoli e furono soppresse le corrispondenti magistrature dell'antico regime incompatibili con i nuovi ordinamenti, la fortuna dei quali avrebbe di gran lunga superato i limiti temporali della dominazione francese, fino a costituire il fondamento dell'ordinamento giudiziario dell'Italia unita. La riforma, entrata in vigore il 1° gennaio 1809, istituì Tribunali di prima istanza on ogni provincia, a cui competeva giudicare in grado di appello le cause decise in primo grado dai giudici di pace e in primo grado le altre attribuite loro dalle leggi, ad eccezione di quelle in materia di commercio, spettanti ai Tribunali di commercio di nuova istituzione. Avverso le sentenze dei tribunali di prima istanza era ammesso ricorso a Tribunali d'appello, previsti in numero di quattro (Napoli, Chieti, Altamura e Catanzaro), competenti sia in materia civile che correzionale.
La legge organica dell'ordine giudiziario emanata dopo la restaurazione borbonica il 29 maggio 1817 non sconvolse sostanzialmente l'assetto stabilito dai francesi, prevedendo Tribunali civili che giudicavano in primo grado le cause personali, reali e miste, ad eccezione di quelle di competenza dei giudici di circondario e di altri tribunali e in appello quelle giudicate in primo grado da questi. I tribunali civili giudicavano anche sulle competenze dei giudici di circondario e delle ricuse prodotte nei confronti di questi. Avverso le sentenze dei tribunali civili si poteva ricorrere alla Gran Corte civile nella cui giurisdizione era compreso il tribunale.
Un nuovo ordinamento fu stabilito durante il breve periodo della Luogotenenza creata con la caduta del regno borbonico nel 1860. Con decreto del 17 febbraio 1861 furono istituiti, al livello superiore ai giudici di mandamento, tribunali di circondario con competenze più ampie dei precedenti tribunali civili. Ad essi infatti erano attribuiti i giudizi di prima istanza sulle cause civili personali, reali e miste e su quelle in materia correzionale. In grado di appello essi decidevano sugli appelli contro le sentenze appellabili dei giudici di mandamento in materia civile e penale. Durante questo periodo di transizione, che precedette l'estensione alle province dell'ex Regno delle Due Sicilie, fu stabilito (r.d. 6 aprile 1862) che quel nuovo ordinamento sarebbe entrato in vigore il 1° maggio 1862 insieme con il codice di procedura penale sardo del 20 novembre 1859.
L'ordinamento giudiziario italiano risale però al regio decreto 6 dicembre 1865, n. 2626. Al livello superiore ai pretori istituiti in ogni mandamento, erano previsti Tribunali civili e correzionali che giudicavano in materia civile e in materia penale le cause in prima istanza e in appello quelle deferite loro dalle leggi. È il caso di ricordare che i reati di carattere correzionale erano previsti dal codice penale e prevedevano specifiche pene. Avverso le sentenze di questi tribunali era ammesso ricorso alle Corti d'appello. Ai Tribunali civili e correzionali erano affidati anche compiti in materia di conservazione degli atti dello stato civile (r.d. 15 novembre 1865, n. 2602).
Un nuovo ordinamento giudiziario fu stabilito con r.d.l. 14 dicembre 1921, n. 1978, poi confluito con modifiche nel testo unico approvato con r.d. 30 dicembre 1923, n. 2786. Istituite preture urbane in qualità di giudici penali nelle città con popolazione non inferiore a 40 mila abitanti e nelle quali avessero sede più preture, la nuova normativa prevedeva Tribunali civili e penali con funzioni di giudici, anche in materia di commercio, di primo e di secondo grado. Contro le sentenze pronunciate da questi tribunali si poteva ricorrere alle Corti d'appello.
Il sistema giudiziario italiano fu nuovamente riorganizzato con il r.d. 30 gennaio 1941, n. 12, in parte ancora oggi in vigore. Ai Tribunali ordinari era attribuito il compito di esercitare la giurisdizione di primo grado e di appello contro le sentenze dei pretori in materia civile e di primo grado in materia penale, nonché di esercitare funzioni di carattere amministrativo, contenzioso e disciplinare.
La giurisprudenza moderna ha osservato che, successivamente a questo testo normativo organico, la disciplina del settore ha assunto un carattere estremamente frammentario e disorganico, dovuto al concorso di fonti che si innestano disordinatamente sull'ordinamento del 1941.
tipologia funzionale
uffici ed organi giudiziari
condizione giuridica
uffici periferici del periodo napoleonico e/o di governo provvisorio
uffici periferici della Restaurazione
uffici periferici preunitari
uffici periferici postunitari
documentazione collegata
Tribunale di Napoli
fonti
R. Nicodemo, Dalle carte giudiziarie: Nuove occasioni di ricerca. A proposito di Luigi Rocco, in Napoli Nobilissima, Napoli 2002, pp. 33-44;
R. Nicodemo, Dal Tribunale di prima istanza al Tribunale civile e correzionale: la giustizia civile nel Regno Meridionale dal decenni francese all'Unità, " I Conti Sommari", Quaderni della Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica, Luciano Editore, 2001;
M. Taruffo, La giustizia civile in Italia dal 700 a oggi, Il Mulino, Bologna, 1980;
G. LANDI, Istituzioni di diritto pubblico del Regno delle Due Sicilie (1815-1861), II, Milano, Giuffré. 1977, pp. 862-865;
G. VOLPE, Ordinamento giudiziario generale, in Enciclopedia del diritto, XXX, 1980, pp. 836-887;
F. PEDACE, Ordinamento giudiziario, in Novissimo Digesto Italiano, XII, 1968, pp. 16-41.