serie
Enti
codice
0000000556
intestazione autorizzata
Procura generale presso la Corte d'appello, Napoli
contesto: Regno di Napoli; Regno delle due Sicilie; Italia
date: 1809 -
date di esistenza
1809-
storia
Presso ogni ufficio giudiziario collegiale era costituito un ufficio del pubblico ministero che assumeva la denominazione di Procura Generale presso la Corte di Cassazione e presso la Corte di appello e di Procura del Re, poi della Repubblica, presso i Tribunali; un ufficio di procura esiste oggi anche presso il Tribunale dei minorenni.
L'articolo 73 della legge del 20 maggio 1808, n. 36 recitava che le funzioni di procuratore regio presso la Corte d'Appello consistevano nel far osservare nei giudizi le leggi che interessavano l'ordine generale, e nel far eseguire le decisioni dei tribunali. Il procuratore presso il tribunale d'appello vegliava sulla condotta dei membri dei tribunali di I istanza, sopra i quali si estendevano la giurisdizione dei tribunali d'appello. Inoltre era tenuto a riferire alla Corte di Cassazione tutto quello che era contrario all'onore e al bene della giustizia.
Per la legge del 6 dicembre 1865, n. 2626, le funzioni di pubblico ministero (p.m.) presso la Corte d'Appello erano esercitate dai procuratori generali. I procuratori generali compivano le loro funzioni personalmente o per mezzo di avvocati generali, di sostituti procuratori generali o sostituti procuratori generali aggiunti.
I funzionari del p.m. presso le corti erano scelti fra i membri delle corti e fra i pretori.
Il procuratore generale presso la Corte d'Appello esercitava nel distretto di essa un'azione direttiva ed una superiore vigilanza sugli ufficiali del p.m., come pure sulla polizia giudiziaria e sugli ufficiali della medesima.(art.146).
Nella prima udienza del mese di gennaio di ogni anno il procuratore generale rendeva conto in pubblica udienza all'assemblea generale della corte nel modo in cui la giustizia era stata amministrata in tutta la circoscrizione territoriale della corte .Notava gli abusi e faceva le requisitorie che giudicava convenienti per il bene del servizio sulle quali la corte doveva deliberare (art.150).
I procuratori generali presso la Corte d'Appello avevano la sorveglianza su tutti g li ufficiali del ministero pubblico del distretto della corte di appartenenza.
Il Ministro della giustizia, con decreti propri o da lui proposti e controfirmati, provvedeva alle nomine e alle promozioni dei magistrati requirenti nonché, dato che costoro non usufruivano della inamovibilità, ai loro trasferimenti e alle loro dispense dal servizio. Il Ministro poteva anche ammonire e censurare i magistrati in questione, nonché chiamarli " innanzi a sé, acciocché rispondano dei fatti ad essi imputati e sospenderli dalle loro funzioni".
Il r.d. del 14 novembre 1901 n. 466 trasferì dal Ministro della giustizia al consiglio dei ministri la nomina dei procuratori e la legge del 24 luglio del 1908 n. 438 stabilì che potevano essere dispensati dal servizio solo con decreto reale, su proposta del ministro della giustizia, sentito il parere di una commissione.
Questa disciplina confluì prima nel decreto Rodinò (14 dicembre 1921 n.1978) poi nel decreto Oviglio (30 dicembre 1923, n. 2786) e infine nell'ordinamento giudiziario dettato con r. d. del 30 gennaio 1941, n. 12.
documentazione collegata
Corte di Appello di Napoli
Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli