serie
Enti
codice
0000000558
intestazione autorizzata
Corti d'assise del distretto della Corte d'appello di Napoli, Napoli
contesto: Italia
date: 1862 -
date di esistenza
1861 -
storia
Previste nel codice penale del 1859, esteso alle province napoletane con decreto del febbraio 1861, le corti d'assise si fondavano sul principio della partecipazione popolare al giudizio sui reati di natura politica, ma, proprio a partire dal codice del 1859, anche per i reati comuni. Piuttosto che corpi giuridicamente separati essi erano organi delle Corti d'appello.
La legge del 6 dicembre 1865, n. 2626, stabiliva che dovevano riunirsi ogni trimestre.
L'elemento popolare era composto da 12 giurati ordinari e 2 supplenti scelti per sorteggio da apposite liste; quello togato era costituito da un presidente o consigliere della Corte d'appello e da due giudici del medesimo collegio.
Alla Corte spettava giudicare con l'intervento dei giurati in merito a delitti per la sicurezza dello Stato e di istigazione o provocazione a commetterli, delitti in materia elettorale, delitti in materia di stampa, abusi dei ministri dei culti nell'esercizio delle proprie funzioni, ogni altro delitto per il quale la legge stabilisse la pena dell'ergastolo o altra pena restrittiva della libertą personale non inferiore a un minimo di 5 anni o superiore nel massimo a tale durata, casi pił gravi di bancarotta fraudolenta.
La legge del 19 luglio 1894 le sottraeva la competenza su alcune figure delittuose d'istigazione a delinquere e di apologia di reato realizzate per mezzo della stampa, che diventavano di competenza dei tribunali penali.
Il regolamento del 1° luglio 1874 dava la facoltą al Procuratore Generale presso la Corte d'appello di fare requisitorie di eventuali convocazioni straordinarie.
La competenza della corte d'Assise era esclusiva e i suoi giudizi erano inappellabili.
A mutare il loro assetto fu il decreto del 1° dicembre 1907, n. 777, che modificava la composizione della Corte, ma non le norme e le modalitą del giudizio.
Il r. d. del 23 marzo 1931, n. 31, attribuiva la competenza in base all'unico criterio della pena senza riguardo alla natura o alla qualitą dei reati: pena di morte, ergastolo, reclusione non inferiore a un minimo di 8 anni e un massimo di 12.
Il T.U. del 4 ottobre del 1935, n. 1899, stabiliva che presidente della Corte era un magistrato scelto tra i presidenti di sezione di Corte d'appello e veniva nominato ogni anno; lo stesso presidente poteva esser destinato a presiedere pił Corti d'Assise dello stesso distretto della Corte d'Appello. Concorreva con lui a formare la Corte, un altro magistrato, un consigliere di Corte d'appello ovvero presidente, o presidente di sezione di tribunale del medesimo distretto. La Corte era formata inoltre da 5 assessori estratti a sorte fra le persone nominate a tale ufficio fra determinate categorie di cittadini. Giudici ed assessori formavano un solo collegio, competente egualmente a decidere del fatto e del diritto e a giudicare in un unico grado di giurisdizione.
Le decisioni della Corte erano inappellabili, salvo ad essere impugnate davanti alla Suprema Corte di Cassazione.
La legge del 10 aprile del 1951, n. 287, sul "riordinamento dei giudizi di corte d'Assise" ha sottoposto ad integrale revisione tutte le materie.
tipologia funzionale
uffici ed organi giudiziari
condizione giuridica
uffici periferici postunitari
documentazione collegata
Corti d'assise della Corte d'appello di Napoli