serie
Famiglie
codice
0000000562
intestazione autorizzata
Caracciolo, principi di Torella (sec. XVII- ); Napoli
date di esistenza
sec. XVII-
luogo/hi
Napoli á(residenza)
storia
La famiglia Caracciolo, una delle pi¨ antiche tra le famiglie nobili napoletane, svolse, fin dal XII secolo un ruolo determinante nelle vicende storico-politiche dell'Italia Meridionale, rispecchiandosi la sua storia personale in quelle del Regno di Napoli e di Sicilia, come afferma Volker Reinhardt. Molti studiosi sostengono l'origine bizantina dei Caracciolo, facendoli discendere da un ramo della famiglia imperiale di Costantinopoli, vissuto in Oriente e denominato "Catacolo" o "Caracolo", poi Caracciolo. Faceva parte dei "Caracolo" di Bisanzio la moglie dell'imperatore Arcadio, Eudossia, vissuta nel IV secolo d.C. Inoltre, un monastero sito sul monte Athos, in Grecia, Ŕ denominato "Caracolo"in memoria del suo fondatore, un Caracciolo. 
La famiglia Caracciolo Ŕ attestata a Napoli fin dall'VIII secolo d.C. La prova di questa esistenza Ŕ data da un breve di papa Eugenio IV datato 1444 nel quale, per risolvere una controversia tra le famiglie Acciapaccia e Caracciolo, si cita l'esistenza in Napoli, da circa 600 anni, di un ospedale fondato dall'abate Pietro Caracciolo presso la Chiesa di Santa Maria a Selice.
I Caracciolo, durante il periodo del ducato napoletano, appartenevano al ceto cosiddetto dei "nobiliores homines", ossia al primo ceto della cittÓ.
Secondo alcuni il capostipite della famiglia sarebbe un tale Pietro vissuto nell'VIII secolo, dai quali discesero Teodoro, Anna e Letizia. Da Teodoro discesero Filippo e l'abate Pietro, quest'ultimo il fondatore dell'ospedale giÓ nominato. La famiglia, molto numerosa, si divise in pi¨ rami dando origine anche a nuove famiglie, tra le quali, secondo alcuni, quella dei Carafa. La divisione della famiglia avvenne con i discendenti di un Giovanni Caracciolo vissuto nel XII secolo. Dai figli di costui si ebbero quattro diramazioni. Landolfo, che spos˛ Anna Gaetani, fu il capostipite dei Caracciolo Rossi, Riccardo dei Caracciolo Canella, Reginaldo dei Caracciolo di Capua e Gregorio dei Caracciolo Carafa. Dal figlio secondogenito di Landolfo Caracciolo, Filippo, discesero i Caracciolo Pisquizi. Secondo altre testimonianze, il capostipite dei Caracciolo Rossi fu invece Riccardo, primogenito di Landolfo. Tra i personaggi appartenuti alla famiglia si ricordano Giovanni Caracciolo del Sole, conosciuto come "Sergianni" Caracciolo (1372-1432), conte di Avellino, duca di Venosa e principe di Capua, il quale ebbe un ruolo determinate nel piano di governo della regina Giovanna II d'Angi˛; Gian Galeazzo Caracciolo, che aderý alla Riforma protestante; l'ammiraglio Francesco Caracciolo di Brienza che, dopo aver riportato vittorie e onori al comando della flotta borbonica, coinvolto negli eventi del 1799, fu condannato a morte e giustiziato nello stesso anno 1799; il tenente colonnello Emanuele Caracciolo, duca di San Vito (1805-1860), figlio secondogenito di Lelio Caracciolo e di Teresa Revertera dei duchi della Salandra, il quale difese la piazzaforte di Gaeta durante l'assedio (1860-1861).
La linea dei Caracciolo di Torella discende dai Conti di Avellino, i quali a loro volta provengono dai Caracciolo Rossi. I Caracciolo di Avellino, attestati fin dalla fine del XV secolo con Domizio, ebbero numerosi titoli, tra i quali quello di Conte di Torella nel 1560. Il feudo di Torella fu concesso a un ramo della famiglia disceso dai Caracciolo di Avellino, e in particolare, a Giuseppe Caracciolo nel 1638, insieme alle terre di Lavello, Barile, Torella, Girifalco, Baragiano, Venosa ed altre site tra Potenza, Matera e Foggia. La terra di Torella, fin dalla fine del XII secolo, apparteneva a Guarnerio Saraceno. Essa, insieme a quella di Girifalco, fu concessa poi da Re Corrado, nel 1252, a Letizia Saraceno, figlia di Guglielmo Saraceno. Fu in seguito confermata con privilegio del 1440 dal re Alfonso d'Aragona a Giovanni Saraceno.
La contea di Torella, passata nel '500 ad Alfonso della Rosa, fu da questi venduta a Domizio Caracciolo, insieme al feudo di Girifalco, per 31mila ducati. Proprio a Domizio Carcciolo e ai suoi successori, re Filippo II di Spagna concesse il titolo di Conte di Torella, con diploma dato a Toledo nel 1560.
Domizio Caracciolo, con istrumento del 23 agosto 1560 don˛, a sua volta, la terra di Torella al suo figlio primogenito, Marino I, giÓ duca di Atripalda e principe di Avellino, che la cedette a suo figlio primogenito Camillo Caracciolo con il titolo di conte e con il feudo di Girifalco, per le nozze di Camillo con Roberta Carafa, figlia di Marzio Carafa, duca di Maddaloni. La terra di Torella, con il titolo di conte e con il feudo di Girifalco pass˛ nel 1593 al primogenito di Camillo, Marino II Caracciolo e da questi, nel 1630, al figlio Francesco Marino. A costui fu concesso da Filippo IV di Spagna nel 1635 di cambiare il titolo di conte di Torella con quello di conte di Serino. La terra di Torella, con il feudo di Girifalco, fu venduta da Tommaso Caracciolo, arcivescovo di Taranto, a Giuseppe Caracciolo, marchese di Bella e zio di Francesco Marino. Su questa terra Giuseppe Caracciolo ottenne, per concessione sovrana di Filippo IV di Spagna, il titolo di principe di Torella con diploma dato a Madrid il 16 settembre 1638, titolo estendibile ai suoi eredi e successori.
Erede di Giuseppe Caracciolo fu il figlio primogenito Marino Caracciolo, secondo principe di Torella e secondo marchese di Bella, il quale spos˛ Isabella Caracciolo, figlia di Francesco Caracciolo, duca di Airola. Giuseppe II, figlio primogenito di Marino Caracciolo, divenne terzo principe di Torella nel 1696. Quarto principe di Torella fu Antonio Carmine, il quale eredit˛ nel 1712 i beni feudali di Marino Caracciolo, e fu quindi terzo duca di Lavello, quarto marchese di Bella e patrizio napoletano. Gentiluomo di Camera del Re, govern˛ l'Annunziata nel 1727 e fu ambasciatore in Francia nel 1739; fu insignito inoltre del titolo di cavaliere dell'Ordine di San Gennaro nel 1738 e fu Grande di Spagna di prima classe dal 1739. Antonio Carmine Caracciolo spos˛ Marianna Serra, figlia di Francesco Serra, duca di Cassano. Morto senza eredi, i suoi beni e i titoli passarono al fratello Domenico Caracciolo, che fu quinto principe di Torella. Morto anch'egli senza eredi in Napoli il 2 febbraio 1759, lasci˛ tutti i suoi beni, compresi i titoli, a suo nipote Giuseppe III Caracciolo, il quale divenne sesto principe di Torella. Implicato negli eventi del 1799 fu condannato a morte, ma ottenne la grazia.
Settimo principe di Torella fu Giuseppe IV Caracciolo, il quale ebbe importanti incarichi di governo e fu insignito di numerosi titoli e onorificenze, tra le quali quella di commendatore dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio nel 1831, di gentiluomo di Camera del Re nel 1833, Grande di Spagna di prima classe; fu inoltre soprintendente della Casa dell'Annunziata dal 1837 al 1847; Ministro dei lavori pubblici nel 1848; Ministro dell'agricoltura, commercio e degli affari ecclesiastici nel 1849; fu pari del Regno delle Due Sicilie e cavaliere dell'Ordine di San Gennaro.
Ottavo principe di Torella fu il figlio primogenito di Giuseppe IV, Nicola Maria Caracciolo, il quale rivestý la carica di Ministro degli affari ecclesiastici nel 1860. Dal matrimonio di Nicola Maria Caracciolo con Maria Serra, figlia del principe di Gerace Francesco Maria, nacquero due figli: Maria Angelica, la quale spos˛ nel 1857 Gaetano del Pezzo, duca di Caianello, e Giuseppe V Caracciolo, il quale eredit˛ i titoli paterni e fu nono principe di Torella. Decimo principe di Torella fu Nicola Caracciolo, nato a Napoli nel 1888 dalle seconde nozze di Giuseppe V Caracciolo con Eugenia principessa Murat, figlia del principe Gioacchino e di Malcy Berthier de Wagram dei principi e duchi di Wagram. Undicesimo principe di Torella Ŕ Giuseppe VI, figlio di Nicola Caracciolo e di Giulia Macchi, nato a Roma nel 1941.
documentazione collegata
Caracciolo di Torella
fonti
Candida Gonzaga Beardo, de, Memorie delle Famiglie Nobili dell'Italia Meridionale, 1875;
Pisani Maria Rosaria, "Il Diplomatico dell'Archivio Caracciolo di Torella Conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli", tesi di perfezionamento, 1974-1975;
Enciclopedia storico-nobiliare, a cura di V. Spreti, ristampa anastatica Forni, Bologna 1978;
Anna Maria Siena Chianese, "La NobiltÓ Napoletana, Oggi incontri", Adriano Gallina Editore, Napoli 1992.
Nicola della Monica, "Le grandi famiglie di Napoli", Newton & Compton Editori, Roma 1998.