serie
Famiglie
codice
0000000682
intestazione autorizzata
d'Aquino, conti, principi di Caramanico (sec.XII-); Benevento, Napoli
date di esistenza
sec. XII-
luogo/hi
Napoli  (residenza)
Benevento  (residenza)
storia
La famiglia d'Aquino, secondo quanto scrive Scipione Ammirato nella sua opera del 1580 sulle famiglie nobili napoletane, fu nobile fin dalle sue remote origini, ottenendo signorie su castelli e città, e in seguito i titoli di Conte d'Aquino, di Acerra, di Loreto, di Ascoli, di Belcastro, di Satriano, di Monteodorisio, già duchi di Gaeta, marchesi di Pescara e di Corato.
I d'Aquino, di origini longobarde, legati da stretta parentela con i Principi di Capua, Pandolfo padre e Pandolfo figlio, ebbero il titolo di conte prima della venuta dei Re Normanni in Italia Meridionale. La famiglia dunque, discesa dai principi Longobardi di Capua e di Benevento, fu tra le "Serenissime Sette Grandi Case del Regno" insieme alla famiglia Acquaviva, ai del Balzo, ai Celano, ai de Molisio, ai Ruffo e ai Sanseverino. Il più antico antenato fu il longobardo Radoaldo dei principi di Capua, il quale fu possessore della terra di Aquino.
In seguito al matrimonio tra Sibilla d'Aquino, dei conti di Acerra, sorella di Riccardo, I conte di Acerra, e re Tancredi, i d'Aquino si imparentarono con i re Normanni di Sicilia. Riccardo d'Aquino, primo conte di Acerra, fu accanto a re Tancredi durante le lotte dinastiche per il trono di Sicilia e fu ucciso per ordine dell'Imperatore Enrico VI nel 1197.
Sibilla d'Aquino, moglie di re Tancredi fu regina di Sicilia, anch'ella fatta assassinare da Enrico VI.
Successivamente la famiglia d'Aquino si imparentò anche con gli Svevi, in seguito al matrimonio fra Tommaso II, terzo conte di Acerra, e Margherita, figlia di re Federico II di Svevia. Nonno di Tommaso II, fu Tommaso I d'Aquino, secondo conte di Acerra, il quale ottenne importanti incarichi durante il regno dell'Imperatore Federico II e ne fu uno dei più stretti collaboratori. Suo vicario in Palestina nel 1227, ratificò la pace tra Federico II e il sultano di Babilonia, odierna Bagdad, nel 1229; rappresentò inoltre l'Imperatore presso il Pontefice nel 1230; viceré e capitano generale del Regno di Sicilia, Tommaso I d'Aquino morì il 27 febbraio 1251. Tra gli altri membri di Casa d'Aquino, bisogna ricordare San Tommaso d'Aquino, nato a Roccasecca nel 1226 e morto a Fossanova il sette marzo 1274, il quale fu proclamato Dottore della Chiesa, compatrono della città di Napoli e patrono degli Studi.
La linea primogenita dei d'Aquino, discesa dal ramo dei conti di Loreto, si estinse in casa d'Avalos, mentre la linea secondogenita diede origine ai principi di Caramanico, duchi di Casoli, duchi di Casarano e baroni.
I d'Aquino, principi di Caramanico, godono nobiltà in Benevento fin dal XIII secolo; ottennero nobiltà in Taranto fin dal 1500 e nel 1725 furono ascritti al patriziato napoletano nel Sedile di Portanova. I membri della famiglia vestirono l'abito Dell'Ordine di Malta in qualità di cavalieri professi e furono insigniti di importanti onorificenze. Si ricordano Alessandro d'Aquino di Caramanico, diciassettesimo principe di Caramanico, quindicesimo principe di San Severo, decimo principe di Castefranco, duca di Casolo, di Torremaggiore,marchese di Francolise e di Casalnuovo, conte di Palena, insignito del cavalierato del Sovrano Militare Ordine di Malta e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; Guido d'Aquino, sedicesimo principe di San Severo per refuta del fratello, insignito dei cavalierati del Sovrano Militare Ordine di Malta, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, commendatore dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, grande ufficiale dell'Ordine Equestre di Sant'Agata, ambasciatore dell'Ordine di Malta presso la Repubblica di San Marino, il quale sposò Natalia dei principi Pignatelli dei duchi di Montecalvo. Dalla loro unione nacquero Filippo Riccardo e Francesca Amalia; loro cugini sono il conte don Alessandro Raimondo d'Aquino di Caramanico dei Principi di Caramanico e dei principi di San Severo, patrizio di Benevento, di Napoli, nobile di Taranto, insignito del cavalierato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, commendatore dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ispettore onorario del Ministero per i beni culturali; Nicolò d'Aquino dei Principi di Caramanico e Lucio d'Aquino dei Principi di Caramanico.
documentazione collegata
D'Aquino di Caramanico
fonti
Bibliografia: Berardo Candida Gonzaga, de, Famiglie Nobili delle province Meridionali, Napoli 1875;
Enciclopedia storico-nobiliare italiana, a cura di V. Spreti, ristampa anastatica Forni, Bologna 1978;
Anna Maria Siena Chianese, "La Nobiltà Napoletana, Oggi Incontri, Adriano Gallina Editore, Napoli 1992.