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struttura gerarchica
serie
Patrimonio. Catasti Onciari - Inventario
livello di descrizione
fondo
titolo e estremi cronologici
Regia Camera della Sommaria1386 - 1807
descrizione fisica
pezzi  29000
soggetto produttore
Regia camera della Sommaria, Napoli
storia istituzionale
Per tutto il periodo dell'antico regime e quindi fino al 1806, la Regia Camera della Sommaria fu, da un lato, l'organo di revisione di tutti i conti dello Stato, ma anche delle università - in quest'ultimo caso non d'ufficio, ma solo su richiesta di parte - e, dall'altro, tribunale di quello che a partire dal secolo XIX si sarebbe chiamato "contenzioso amministrativo". Va precisato al riguardo che la Regia Corte dei Conti, istituita da Giuseppe Bonaparte nel 1807 in sostituzione della Regia Camera della Sommaria, non ne ereditò, come la successiva Gran Corte dei Conti del secondo periodo borbonico, le competenze in materia di contenzioso amministrativo, che furono invece demandate al Consiglio di Stato. La Sommaria trattò tutte le cause in cui fosse coinvolto, come attore o come convenuto, il regio fisco e quelle delle università e dei feudatari, che avessero, sotto un qualunque profilo, un interesse fiscale. Oltre che tribunale e organo di revisione contabile, esercitò anche funzioni consultive del governo in materia finanziaria. Da qui l'esistenza di una significativa documentazione nota con il nome di "consulte". Dapprima contro le decisioni della Sommaria era ammesso ricorso al Sacro Regio Consiglio, ma nel 1482 Ferdinando I d'Aragona ne fece un tribunale supremo, le cui decisioni non erano appellabili ad altri tribunali. Ad essa, fra l'altro, competeva l'appello delle decisioni prese, in sede giurisdizionale, dai tribunali della Dogana di Foggia e della Doganella d'Abruzzo.                        
Al vertice della Camera della Sommaria vi era, in epoca moderna il luogotenente, così chiamato perché in origine non era altro che il luogotenente del Gran Camerario, carica diventata nel corso del tempo puramente onorifica. Essa era costituita inoltre da presidenti togati ("commissari", fra i quali erano ripartiti i vari settori di competenza in base ad un provvedimento annuale detto "commessa generale", fatto dal luogotenente, da presidenti "brevioris togae", da avvocati fiscali, dal procuratore fiscale, dall'avvocato dei poveri e da una nutrita serie di attuari (scrivani), incaricati della cura degli atti, e razionali, che si occupavano della revisione materiale dei conti. Il Trinchera riferisce che il luogotenente ed i presidenti formavano dapprima una sola ruota a cui ne fu aggiunta una seconda nel 1596, con attribuzioni in materia di conti, imposte e arrendamenti, ed infine nel 1637 una terza, competente per gli stati discussi delle università e per il catasto. Va anche ricordato che, su questioni di particolare rilievo, si formassero delle giunte ad hoc costituite da presidenti della Sommaria, come quelle del catasto onciario, degli stati discussi delle università, della numerazione dei fuochi, del tabacco, dell'arsenale).
ambiti e contenuto
L'archivio della Sommaria è organizzato in sette grandi partizioni, che riflettono funzioni dell'istituzione e modalità di trasmissione dei documenti. Le loro articolazioni rappresentano generalmente le diverse tipologie documentarie che l'ente produceva. Un'organizzazione per attuario o per blocchi si riscontra nel modo in cui si sono sedimentati i processi.                        
La vastità delle attribuzioni di questo significativo organo di antico regime si rifletteva nel "gigantismo" del suo archivio, o meglio dei suoi archivi, che erano cinque, ciascuno con un proprio curatore:                        
1) Archivio cosiddetto "Grande" cioè della Segreteria della Camera, con i registri degli atti di competenza amministrativa, quali i Partium ovvero i provvedimenti (decreti) disposti nell'interesse di "parti" private di fronte al Fisco;                        
2) Archivio dei Quinternioni, e cioè dei registri in cui venivano trascritti tutti i privilegi concessi dal sovrano in materia feudale e di "nobiltà";                        
3) Archivio del Cedolario, ossia ruolo dell'imposta a carico dei feudatari (detta dell'adoha) corredato dalla trascrizione dell'intero procedimento relativo all'acquisizione e trasmissione ereditari di un feudo;                        
4) Archivio delle significatorie, notificazioni dell'ammontare del debito di un percettore di entrate dello stato il cui conto, rivisto dalla Sommaria, fosse risultato mal documentato; ovvero di quanto dovuto dal legittimo erede del titolare defunto di un feudo a titolo di successione, imposta detta relievo;                        
5) Archivio del Patrimonio dei Fiscali e degli Arrendamenti, registri delle partite di "assegnamenti" sulle entrate dello stato disposti a favore dei suoi creditori, si tratta in altre parole della scrittura del debito pubblico. Ricordiamo ancora che l'antico Archivio della Zecca- questa denominazione non ha rapporto con affari connessi alla monetazione- formava di fatto un sesto nucleo.                        
Questo complesso archivistico era rimasto pesantemente coinvolto in un avvenimento storico, sia pure di risonanza assai più modesta della rivoluzione detta generalmente di Masaniello e cioè la "congiura del Principe di Macchia" del 1701, maldestro tentativo di sovvertire in senso filoaustriaco le istituzioni dello stato. Fu allora assaltato in Castelcapuano e gran parte delle scritture- tra cui una sessantina dei preziosi Registri della Cancelleria angioina- furono bruciati o dispersi.                        
Allo stato attuale questo grande complesso documentario di 29000 tra volumi e fasci dal 1386 al 1819, benchè danneggiato dagli avvenimenti bellici del '43 , risulta così articolato:                        
Segreteria (comprende tra l'altro, i notamenti, le consulte, i 'partium' e le carte reali);                        
Materia Feudale (con i preziosi 'relevi');                        
Patrimonio (comprende in particolare l'archivio dei 'catasti onciari');                        
Liquidazione dei Conti;                        
Inventari e Pandette.                        
Diversi                        
Processi
strumento di ricerca
inv. 20-70; 212; 449-453; 485; 506-511; 513-517.
altri strumenti di ricerca
I vari nuclei che compongono la Sommaria, anche se tradizionalmente divisi fra le varie sezioni dell'Archivio di Stato di Napoli, sono raccolti in: Segreteria, Ruote, Materia feudale, Patrimonio, Procedure giudiziarie, Dipendenze della Sommaria, Diversi, per un totale di circa 29000 tra volumi e fasci dal 1386 al 1819.
Ai documenti della Segreteria della materia feudale, dei "diversi" e del patrimonio si riferiscono un inventario sommario, il n. 20, e strumenti analitici per alcune serie (proprie chiavi di ricerca ha il grande archivio dei catasti onciari , serie Patrimonio 1728-1766). Per la "liquidazione dei conti" e per le diverse serie di processi esistono distinti inventari e, per questi ultimi, anche rubriche coeve. Varie carte, tra cui i Privilegiorum, sono andate distrutte per cause belliche; resta il volume n. 43 (1241-1250), conservato nel museo dell'Archivio.
unità di descrizione separate
Presso la Biblioteca Nazionale di Napoli si conserva, nella Sezione manoscritti, un volume di consulte dal 1574 al 1588, che integra la documentazione che costituisce la serie denominata "Consultationum" della Segreteria dell'archivio della Regia Camera della Sommaria.