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serie
Persone
codice
0000000720
intestazione autorizzata
Imbriani (secc. XIX-XX); Napoli
date di esistenza
secc. XIX-XX
luogo/hi
Napoli  (residenza)
storia
Impegnati in un'intensa attività pubblica e politica, Paolo Emilio Imbriani e i suoi figli Vittorio e Matteo Renato vissero prevalentemente a Napoli.
Paolo Emilio, figlio di un deputato del Parlamento napoletano del 1820-1821, nacque a Napoli il 31 dicembre 1808 e visse le vicende dell'esilio a cui era stato costretto il padre, recandosi a Roma e a Firenze, prima di poter rientrare a Napoli. Nel 1848 fu deputato per Napoli e Avellino e ministro dell'istruzione pubblica nel governo Troya. Costretto all'esilio, dopo la fine del periodo costituzionale, visse a Parigi, poi a Nizza e infine a Torino. A Pisa tenne la cattedra di Filosofia del diritto. Tornò a Napoli dopo la caduta della dinastia borbonica. Fu eletto deputato nel primo Parlamento italiano e diresse il Dicastero della pubblica istruzione durante la Luogotenenza delle province napoletane. Riordinò l'Università di Napoli, dove insegnò Filosofia del diritto e Diritto costituzionale e riformò gli istituti di istruzione del Mezzogiorno. Fu sindaco e presidente del Consiglio provinciale di Napoli e rettore dell'Università di Napoli. Nel 1863 fu nominato senatore. Morì a Napoli il 3 febbraio 1877.
Vittorio, figlio di Paolo Emilio, nacque a Napoli il 27 ottobre 1840. Si arruolò nell'esercito dell'Italia centrale nel 1859 e combatté contro l'Austria nel 1866, cadendo prigioniero in Trentino degli Austriaci, che lo condussero in Croazia. Svolse lavori in ambito letterario a Napoli, a Firenze e a Roma. Dal 1878 al 1882 fu libero docente di letteratura italiana e tedesca all'Università di Napoli. Sposò la lombarda Gigia Rosnati. Morì a Napoli il 1° gennaio 1886.
Matteo Renato, nato a Napoli il 28 novembre 1843 da Paolo Emilio, compì gli studi classici in un collegio privato di Torino, dove il padre era esule, e entrò nella Scuola militare di Asti e poi nell'Accademia di Torino. Fu volontario nell'esercito piemontese nel 1859, ma poi si arruolò nelle file dei garibaldini. Nel corso della spedizione, si distinse particolarmente nella battaglia del Volturno, e nell'episodio di Castelmorrone fu ferito e cadde prigioniero. Prese parte anche alla guerra del 1866, dopo la quale divenne repubblicano e fondò nel 1877 l'Associazione per l'Italia Irredenta, che rese popolare la parola irredentismo, entrata allora nella terminologia politica italiana. Fu eletto deputato nel collegio di Bari e sostenne idee meridionaliste. Morì a San Martino Valle Caudina il 12 settembre 1901.
documentazione collegata
Poerio, Pironti, Imbriani
fonti
Provenienza: Progetto Archivi per Napoli