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struttura gerarchica
serie
Segreteria di Stato di Azienda
livello di descrizione
fondo
titolo e estremi cronologici
Segreteria di Stato d'Azienda1750 - 1759
soggetto produttore
Segreteria di stato d'azienda, Napoli
ambiti e contenuto
L'archivio e l'istituzione di provenienza
L'archivio di quest'importante organo di governo del Regno di Napoli, istituito nel luglio del 1737, ha subito complesse vicende, legate in parte alla discontinua storia dell'istituzione di provenienza (si vedano i cenni storici presenti nella descrizione del soggetto produttore), in parte a ragioni puramente archivistiche.
Mentre i documenti successivi al 1777 si trovano riuniti all'archivio del Ministero delle finanze che ereditò le competenze della Segreteria di Stato, quelli degli anni precedenti sono stati conservati nel medesimo ambiente (ancora oggi complessivamente identificato come locale dell'Azienda) e in stato di confusione con materiali della Prima Segreteria di Stato, istituita da Carlo di Borbone al momento in cui prese possesso dei suoi domini, soppressa nel giugno del 1755 e ripristinata nell'ottobre del 1759, e con altri documenti di altra provenienza.

Il locale dell'Azienda e il suo contenuto
Il cosiddetto locale dell'Azienda, in riferimento ai documenti descritti nel presente inventario, contiene oggi materiali provenienti dall'Amministrazione generale delle Dogane del Regno (1800-1808, pezzi 1-584), dalla Tesoreria generale (1735-), dalla Segreteria di Stato di Guerra, Marina e Commercio (1784-) e dalla stessa Azienda. Una particolare rilevanza riveste una miscellanea di 256 pezzi costituita da materiali provenienti almeno dalla Prima Segreteria di Stato e dalla Segreteria di Stato di Azienda, miscellanea che il pubblico consulta attraverso una discutibile schedatura, presente in sala inventari, di cui si parlerà più avanti. Nonostante il paziente e prezioso lavoro compiuto con competenza da Fausto De Mattia nel corso della sua lunga carriera di archivista di Stato (conclusa per pensionamento nel maggio del corrente anno 2018), permane una sostanziale condizione di generale disordine che non consente di accedere a tutti i nuclei documentari situati nel locale. A tutto questo, si aggiunga che una consistente parte dei materiali che vi sono conservati è stata soggetta negli anni Ottanta del secolo scorso a una schedatura molto analitica, che non ha avuto però la finalità di ricostituire le serie e le unità archivistiche (i fascicoli) in cui si articolava l'archivio della Segreteria di Stato di Azienda. Messe a disposizione degli studiosi, queste numerose schede costituiscono, nonostante tutto, una conosciuta e utilizzata chiave d'accesso.

I documenti, il riordinamento e il modello descrittivo
Allo scopo allora di permettere in tempi brevi l'accesso a parti ancora affatto escluse dalla consultazione, si è ritenuto utile individuare, sulla scorta del lavoro compiuto da De Mattia, i materiali di quell'archivio riferibili al solo periodo che va dal 1750 al 1759, anno in cui Carlo di Borbone lasciò Napoli per diventare re di Spagna con il titolo di Carlo III (ottobre 1759). Il materiale descritto nel presente inventario è stato condizionato in 91 contenitori.
Non disponendo, allo stato attuale, delle risorse per descrivere le unità archivistiche (i fascicoli), si sono descritte pertanto soltanto le sottoserie (gli anni) a cui questi appartengono, rappresentando in "contenuto e struttura" i raggruppamenti con cui si sono costituite le unità di condizionamento (buste o fasci). A partire dall'anno 1755, i fascicoli di alcune serie (Scrivania di Razione, Soprintendenza generale della Salute, Province, Corriere Maggiore) contengono una sorta di puntuale riferimento, costituito dal numero di un folio e a un numero di affare, a registri della rispettive serie, non rinvenuti nell'analisi della documentazione.
Prescindendo dalle relazioni che legano questa sezione dell'archivio della Segreteria di Stato agli altri nuclei documentari presenti nel locale di conservazione e più in generale agli altri fondi dell'Archivio di Stato di Napoli, si è voluto anche, con questo lavoro, sperimentare una nuova e più corretta modalità di operare nella prospettiva di un complessivo e ben impostato progetto d'intervento archivistico riguardante tutti i nuclei documentari presenti nel locale, che possa consentire al pubblico, dopo tanti anni di attesa, di identificarli e di distinguerli, riconoscendone le provenienze, le reciproche relazioni e il contesto, e, a seguito di una descrizione esauriente e appropriata delle unità archivistiche che in questa fase non è stato possibile realizzare. di consultarne tutte le parti.
                                                                   Paolo Franzese (dicembre 2018)