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| Visita di Hitler a Napoli |
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| La documentazione | |
| Con la codifica I.3 sono archiviati gli atti
relativi ad arrivi e partenze di personalità degli anni 1925-1958. Quindi
la documentazione relativa ai preparativi, alle manifestazioni al controllo
dell´ordine pubblico durante la visita di Hitler a Napoli nel 1938 sono
appunto conservati sotto questa classifica. In particolare vi sono gli inviti
alle personalità, le spese pagate per il viaggio, i servizi d´ordine le
circolari ed i provvedimenti presi dall´autorità prefettizia e dalla Questura in quell´occasione. Sotto la stessa codifica sono archiviati anche fascicoli relativi a personalità eccellenti in genere. I fasci del II versamento 121, 122, 125 infatti contengono documentazione su Benito Mussolini, i suoi discorsi, complotti, minacce, attentati, viaggi, omaggi a lui inviati, il matrimonio della figlia Edda relativi agli anni dal 1925 al 1942. |
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| La politica estera del regime e le due visite in Italia |
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| La politica estera mussoliniana all´inizio
degli anni ´30 si barcamenava tra il mantenere i contatti con la Francia
e l´Inghilterra, senza però inimicarsi la Germania del cui attivo spirito
concorrenziale ben si rendeva conto, e senza rinunciare alla sua idea revisionistica
dei trattati di pace1. Mussolini sperava di avere un ruolo di mediatore e di moderatore nei rapporti fra queste tre grandi potenze, e a questo lavorò nella preparazione del patto a quattro del marzo del 1933, dal quale sperava di ottenere una revisione dei trattati di pace stipulati dopo il primo conflitto mondiale, un aumento dei possedimenti per l´Italia e, conseguentemente, per la sua opera di mediazione un maggior prestigio personale. Il patto però, firmato nel luglio, fu ratificato dalla sola Italia e Germania. Ciò non determinò un allontanamento politico dalla Francia. In contemporanea l´Italia firmò un patto di non aggressione con la Russia e intrattenne buoni rapporti con gli Stati Uniti. Nel 1934 la posizione mussoliniana era ancora equidistante fra la Germania e la Francia. Dopo l´uscita di Hitler dalla Società delle Nazioni nell´ottobre del ´33 e dopo l´ondata di attentati di stampo nazionalsocialista nel giugno del 1934 a Vienna, Mussolini tentò un´intesa Roma Berlino con il convegno di Venezia del 14-15 giugno. Fu in quell´occasione che vi fu il primo viaggio di Hitler in Italia. Dopo la colazione nella villa Pisani di Stra Mussolini e Hitler si intrattennero in colloquio due ore per parlare di politica europea, di un ritorno della Germania al tavolo della Società delle Nazioni, dell´indipendenza dell´Austria e di una collaborazione italo-tedesca. L´incontro si rivelò un flop, anzi si parlò di antipatia fra i due capi di Governo aggravata dalla difficoltà di capirsi nonostante una discreta conoscenza del tedesco letterario da parte di Mussolini, che espresse confidenzialmente giudizi ostili e sprezzanti nei confronti del suo ospite. Dopo l´assassinio di Dolfuss a Vienna, i rapporti italo tedeschi si inasprirono. Il Governo fascista, dopo aver ammassato truppe al confine del Brennero e della Carinzia, espresse le sue condoglianze al Governo austriaco, affermò che l´Italia avrebbe strenuamente difeso l´indipendenza austriaca e lo stesso Mussolini, in un discorso tenuto a Bari nel settembre, mostrò una presa di posizione violenta contro le pretese del nazionalismo germanico. Sempre l´indipendenza austriaca era fra i punti su cui concordavano Italia, Francia ed Inghilterra nel convegno di Stresa dell´aprile del 1935. In quell´occasione i tre Stati ribadirono l´impegno ad assicurare e rafforzare la pace in Europa e condannarono l´iniziativa dei tedeschi di ripudio degli obblighi al disarmo loro imposti con il trattato di Versailles, in quanto qualunque atto unilaterale di rifiuto dei trattati internazionali, precedentemente stipulati, rischiava di mettere in pericolo la pace in Europa. Fu la guerra di Spagna che saldò invece i rapporti fra la Germania e l´Italia che stipularono nel 1936 un´alleanza sancita con l´Asse Roma Berlino. Nel settembre del 1937 Mussolini si recò in Germania e nel novembre dello stesso anno fu il ministro tedesco Hess a recarsi in Italia2. Fu il 1938 l´anno del rafforzamento dell´intesa italo-tedesca, l´anno appunto della seconda visita di Hitler in Italia3.
Fra le manifestazioni della visita la grande parata navale a Napoli del
cinque maggio4.La visita fu preparata in tutti i particolari dal pranzo nella reggia, allo spettacolo al San Carlo alla vera e propria rivista navale. Nell´intento di predisporre tutti i dettagli della manifestazione il Prefetto aveva più volte riunito nel palazzo del Governo tutte le principali autorità civili e militari per organizzare l´arrivo e la dislocazione delle truppe, il servizio di parata ripartito fra le organizzazioni di regime, l´esercito e la milizia fascista, l´imbarco e lo sbarco delle personalità e degli invitati, la sistemazione e gli addobbi5 delle strade e degli edifici della città, l´organizzazione dei servizi per i giornalisti ed il traffico nel porto. Si era chiesto la messa a disposizione dei piroscafi Sardegna ed Umbria per alloggiarvi carabinieri e fanfare di giovani fascisti, mentre gli invitati alla rivista navale avrebbero trovato posto sui piroscafi Rex, Saturnia e Gradisca, mentre i piroscafi Lombardia e Liguria che dovevano essere messi a disposizione della cittadinanza da parte della Marina, vennero meno e fu necessario attrezzare delle tribune da terra. Norme erano state impartite a tutti i podestà dei comuni lungo la linea ferroviaria che doveva essere percorsa dai treni che trasportavano il re e il Fuhrer, perché tutti gli edifici fossero attintati ed addobbati con bandiere nazionali e tedesche e perché tutto il percorso, sia quello riguardante i centri abitati che le campagne, si presentasse in maniera decorosa6. Nel marzo il Prefetto aveva infatti dato disposizioni ai podestà dei comuni interessati per rimuovere entro il dieci aprile macerie, baracche, capanne, concimaie visibili dal percorso ferroviario e per adottare misure urgenti per eliminare gli inconvenienti dovuti a facciate indecorose di edifici che turbavano la bellezza del paesaggio e nocevano al prestigio del paese; aveva chiesto inoltre che laddove non fosse stato possibile adottare misure radicali, sarebbe stato opportuno provvedere al mascheramento di ciò che non è decoroso a vedersi7. A questo proposito nell´aprile si erano avute disposizioni da parte del Ministero dell´Interno di avvalersi di grandi cartelloni pubblicitari da sistemare sui fabbricati lungo la linea ferroviaria percorsa dal capo del Governo germanico, da fornirsi da parte di ditte che fossero in grado di darli gratuitamente, in modo da permettere una notevole economia da parte dei Comuni e dei privati ai quali altrimenti sarebbe spettato l´onere della sistemazione dei fabbricati8. ![]() Altri mascheramenti erano previsti lungo il tratto da Pozzuoli a Mergellina con bandiere e scritte inneggianti al re imperatore, al duce ed a Hitler. In un caso trovandosi in zona Casoria un locale in completo abbandono che, costruito per scopi industriali stava per essere venduto dai proprietari che non avevano quindi alcun interesse a rimetterci somme di denaro per la sua sistemazione, si pensò di montarvi intorno anditi per dare l´idea che si stava procedendo ad una ristrutturazione9. Proprio per venire incontro a questa esigenza di decoro il Prefetto ordinò la sospensione dei traslochi di abitazione nel periodo dal primo all´otto di maggio10. Disposizioni precise furono anche date in maniera riservate per le uniformi, diverse a seconda dell´occasione, che le varie personalità erano tenute ad indossare11. Si emanarono da parte del Ministero dell´Interno circolari per organizzare ovviamente anche posti di blocco e sbarramenti da parte della Questura per il controllo delle persone che alla spicciolata e senza invito si potevano avvicinare ai luoghi della manifestazione o anche per il controllo dei turisti in genere; si raccomandava alle Questure di effettuare tutti i servizi nella maniera meno molesta per i turisti ed evitando assolutamente congestioni ed arresti nel traffico12, ma anche di tenere bene sotto controllo tutti i sudditi tedeschi residenti a Napoli per il timore di attentati. Quest´ultimo ordine fu impartito dal Ministero dell´Interno alla Questura di Napoli già dal novembre dell´anno precedente. La Questura dal canto suo già dal gennaio del 1938 aveva emanato ordinanze per la vigilanza sugli scali ferroviari, aerei, marittimi e su tutte le vie di comunicazioni, per la vigilanza su alberghi, pensioni, affittacamere ed autorimesse, per la vigilanza sull´ambiente operaio, sui disoccupati, sugli squilibrati di mente e sui sobillatori, sui sovversivi e gli stranieri, incrementando servizi notturni ed in genere servizi di guardia allo stesso locale della Questura13. A tutti i lavoratori fu data la possibilità di assistere alle manifestazioni anche assentandosi dal lavoro però previo recupero14. La visita prevedeva l´arrivo a Napoli Mergellina in mattinata, l´imbarco al molo Beverello insieme al re, al principe di Piemonte, di Ribbntrop e Ciano, Hess e Starace, Goebbels e Alfieri ed altri del seguito sulla nave Cavour dove li attendeva Mussolini giunto precedentemente in aereo; era prevista la colazione a bordo, l´adunata in piazza Plebiscito , la cena a palazzo reale, la rappresentazione
al San Carlo della Madama Butterfly ed il ritorno a Roma. Nel programma,
segreto, si dettagliava anche il nome di tutte le navi ed i sommergibili
che partecipavano alla parata navale.All´entusiasmo per la riuscita della visita15 espresso in Prefettura attraverso una serie di fonogrammi inviati a Roma faceva però eco il malcontento di alcuni cittadini (così firmavano la loro lettera inviata all´Alto commissario ed al federale della città di Napoli) che segnalavano lo sconcio gravissimo per lo sfilamento per le vie della città di elementi malati, storpi, deformi, di gente sudiciamente vestita, o comunque in condizioni indecorose e incompatibili con manifestazioni del genere... In altri termini aggiungevano le adunate dovrebbero essere ordinate con più accortezza e sorveglianza... perché il fascino di dette adunate avrebbe dovuto dare al mondo... uno spettacolo di masse... ma soprattutto di bellezza, di civiltà e di disciplina16. Della visita fu redatto un opuscolo dal titolo "Ricordo e documentazione storica del viaggio del Fueherer" ricco di illustrazioni e documentazione, edito dalle edizioni Impera sempre all´avanguardia quanto a produzione letteraria ed artistica e di sana propaganda patriottica17, la cui vendita fu propagandata e quasi imposta dalla Prefettura. (A.P.) |
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