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Relazioni Prefettizie |
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La documentazione |
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| Questa tipologia importantissima di documenti
è archiviata con la classifica I.1.115 nel II versamento e I.1.11 nel III
versamento. La documentazione parte dall´anno 1927 ed arriva al 1957, mancano però gli anni 1938 e quelli dal 1947 al 1952. E´ conservata nei fasci 11 (novembre 1927-novembre 1928), 12 (aa.1929-1932), 19 (a. 1932), 20 (a. 1933), 21 (1934), 22 (a. 1935), 23 (a. 1936), 48 (a. 1937), 49 (a. 1939), 50 (a. 1937-1940), 51 (a. 1941), 52 (a.1942), 53 (a. 1943), 54 (a. 1943-1945), 55 (a. 1944-1946), tutti del II versamento. Per il III versamento vi sono invece i fasci 1133 (aa. 1953-1954), 1134 (a. 1954) e 1771 (aa. 1956-1957). |
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Le relazioni |
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| Sono di solito mensili ma possono essere anche
trimestrali e raramente settimanali e sono articolate in: situazione politica,
economica, sanitaria, ordine e spirito pubblico. L´importanza di questo tipo di documentazione non consiste tanto nella redazione finale della relazione che il Prefetto inviava al Ministero dell´Interno, di cui ovviamente a Napoli si conserva la minuta e all´Archivio Centrale dello Stato a Roma si trova l´originale1, ma in tutta quella documentazione interlocutoria che permetteva al Prefetto la stesura finale del documento da inviare a Roma. Infatti vi si trovano allegati grafici sulla disoccupazione, sul costo della vita, sui prezzi del grano, sull´attività portuale, sui protesti e fallimenti, prospetti demografici, informazioni inviate al Prefetto dal genio civile sulle opere pubbliche compiute ed in corso, relazioni della divisione sanità di Prefettura sulle condizioni sanitarie della provincia con notizie sulla salute della popolazione, sull´andamento delle malattie infettive, sulle bonifiche di luoghi malsani e sulle malattie del bestiame allevato, informazioni sulle scuole e quindi sull´istruzione, sulle industrie e sull´agricoltura in genere e sulle colture della provincia ed infine relazioni sull´attività fascista e sull´attività sindacale, inviate quest´ultime dall´Ufficio Corporazioni. La prima relazione che si incontra nel fondo è quella trimestrale che va dal novembre 1927 al febbraio 1928 .
In essa nell´esaminare la situazione politica il Prefetto dà una serie di dati sulle organizzazioni fasciste nella provincia e nella città di Napoli, sull´attività svolta sia nei rapporti interni, sia nell´azione dei Fasci nella vita pubblica locale... e sull´attività e sviluppo delle organizzazioni sindacali fasciste... in rapporto con le organizzazioni di Partito2. A questo punto della relazione il Prefetto, pur asserendo che l´adesione sia ai sindacati fascisti dei lavoratori che alle associazioni sindacali dei datori di lavoro era in aumento, sottolineava che la mancata iscrizione di alcuni gruppi dipendeva non solo da qualche deficienza nella propaganda associativa ma anche dallo scarso prestigio che godeva nelle masse qualche elemento dirigente3. Proponeva pertanto che prima di affidare posti direttivi ed incarichi speciali si richiedessero opportune informazioni sulle persone a cui questi posti ed incarichi si intendevano affidare. Comunicava inoltre l´opportunità di semplificare , aggruppare e fondere taluni degli organismi dirigenti4 per facilitarne il controllo e per renderli meno dispendiosi. Nella stessa passava a ragguagliare Roma sulla situazione del dissenso e sulle misure di polizia adottate, passando in rassegna l´attività svolta dagli anarchici, dai massoni e da altri attaccati alle vecchie teorie democratico-liberali5 che non destavano però preoccupazione, mentre affermava che L´unico partito, che per la tenacia, i mezzi di cui dispone e l´accortezza dell´azione6 riusciva a concretizzare una qualche attività illegale, era il partito comunista. Quanto allo spirito pubblico si diceva preoccupato per il generale, sensibile disagio economico e per l´aumento della disoccupazione, anche se affermava che era diffusa la fiducia della popolazione nell´operato del Governo nazionale ed in un conseguente miglioramento della condizione economica. Fra i documenti allegati a questa minuta definitiva del Prefetto, una relazione dettagliata della Federazione provinciale napoletana del Partito nazionale fascista sull´organizzazione fascista nella provincia di Napoli. Andando avanti negli anni notiamo la presenza di altra tipologia di documentazione presente oltre a quella già enunciata. Per il 1933 ed il 1934 si trovano infatti anche delle relazioni di supporto redatte dal vicePrefetto vicario sulla situazione del Comune di Napoli, ed in particolare per il 1934 c´è una relazione sulla lotta contro le mosche7 intrapresa nella provincia nel giugno di quell´anno, dalla quale si capisce quali fossero le condizioni igienico-sanitarie del territorio ma anche quali i mezzi impiegati nella profilassi. In essa il Prefetto informava il centro che così come tutti gli anni e in ottemperanza di circolari ministeriali, prima della stagione estiva, venivano diramate a tutti i comuni norme e misure da adottare per rendere efficace e dinamica la lotta alle mosche... intensificare l´interessamento per una efficace organizzazione dei servizi assistenziali e di profilassi diretti nonché quelli connessi alla nettezza urbana... e alla difesa delle sostanze alimentari da cause (leggasi mosche) capaci di determinare alterazioni ed inquinamento8. Nelle lettere circolari ai comuni il Prefetto ribadiva la necessità quindi di mantenere pulite le strade e di vigilare sull´igiene dei pubblici esercizi, ma anche di fare opera di propaganda e di volgarizzazione dei precetti igienici fondamentali... per inculcare e sviluppare il senso della pulizia e dell´igiene9in modo da favorire la profilassi delle malattie infettive. Erano chiamati a quest´opera di propaganda non solo l´ufficiale sanitario ma anche i parroci e le organizzazioni sindacali agricole. La documentazione si fa particolarmente interessante per gli anni della guerra anche se si presenta abbastanza confusa quasi specchio del caos in cui versava il paese; in particolare per gli anni a partire dal 1943 si incontrano relazioni fatte anche al Comando alleato. E´ dell´ottobre del 194310 una relazione che dalla Prefettura a firma N. Spirito, vicePrefetto vicario reggente la Prefettura11, fu inviata al maggiore Stephen T. Spingarn, comandante del Courter intelligence corps. In essa il vicePrefetto sottolineava soprattutto lo spirito di collaborazione e l´azione di epurazione e di rinnovamento operata nel campo amministrativo e sindacale dalla Prefettura di Napoli che immediatamente dopo la caduta del fascismo, dal 26 luglio del ´43, aveva attuato un´azione per un ritorno al regime di libertà12. Si facevano poi i nomi di tutte le alte cariche e di tutti i funzionari sostituiti affermando però per alcuni che non tutte le personalità fasciste sopraindicate hanno svolto un´attività di partito ugualmente faziosa e che alcune per rettitudine ed onestà oltre che per capacità tecnica e professionale13 erano tenute in considerazione ancora dalla popolazione. Si risente in questa relazione tutto il clima e l´aria che si respirava in quei giorni. Più sistematiche le relazioni a partire dal 1944. Contenevano notizie sull´opinione pubblica, sulla reazione politica, su Consigli, Giunte e Comitati comunali, sul controllo dei prezzi, sulla situazione alimentare, sulla classe impiegatizia della pubblica amministrazione, sulla situazione agricola ed industriale, sulle misure di polizia e sui crimini e sulla salute pubblica con allegate statistiche. Se ne esamina una a caso del settembre 1944 a firma Selvaggi14. Il Prefetto sottolineava il peggioramento delle condizioni di vita dovute all´inizio della stagione autunnale nelle classi a reddito più basso, ma anche il malcontento che serpeggiava fra la classe impiegatizia per l´inadeguatezza degli stipendi, i timori della classe politica liberale nei confronti del comunismo che riusciva a far presa sulle classi lavoratrici a causa della loro scarsa preparazione; denunciava il dilagare della delinquenza ed un aumento delle violazioni alla disciplina degli approvvigionamenti e delle infrazioni alle norme contro il mercato nero, dei furti, della prostituzione15; si dilungava sugli effetti negativi che si erano avuti sull´agricoltura in seguito all´occupazione delle campagne da parte delle truppe ed al fatto che erano rimaste incolte a lungo; esprimeva le sue preoccupazioni per i molti casi di vaiolo, contro cui era stata avviata una campagna di vaccinazione, e di febbre tifoidea e per quell´unico caso di poliomielite che si era verificato nel mese a Napoli; si rammaricava perché nessun progresso vi era stato nella situazione industriale. In quell´anno la situazione era davvero tragica come risulta da una relazione sui progressi delle industrie del mese di dicembre inviata in Prefettura e alla Commissione alleata di controllo, zona Napoli16 da parte dell´Ispettorato dell´industria e del lavoro, circolo di Napoli. In essa oltre a dare un quadro dettagliato (materie prime, occupazione, macchinari, prodotti finiti) della situazione delle varie industrie presenti sul territorio si poneva l´accento sui problemi creati dalla deficienza di energia elettrica, conseguenza delle gravi distruzioni operate dai tedeschi, sulla difficoltà dei trasporti, sulla scarsezza di materiali da costruzione, di combustibili e di materie prime, sulla mancanza di macchine e di pezzi di ricambio. Si sottolineava poi che non solo non arrivavano gli aiuti annunziati dall´America ma neanche le autorità alleate derequisivano e rendevano disponibili per usi civili locali e natanti e alcune linee ferroviarie. Si concludeva dicendo che la situazione dell´energia elettrica e quella dei trasporti debbono richiamare la massima attenzione poiché dalla loro soluzione dipenderà non solo la ripresa industriale ma la stessa vita economica della Nazione... la scarsezza di materie prime, di combustibili, di accessori di uso, ecc., dovrebbe essere esaminata e risolta nel quadro della futura economia mondiale postbellica; sarebbe opportuno tracciare sin da ora i piani relativi e darvi la più rapida applicazione poiché non potrà essere ancora a lungo umanamente sostenibile l´attuale grave situazione di fame e di carestia17. Sempre uguale come tipologia anche se meno ricca di allegati è la produzione documentaria per gli anni 1953-1957 che risulta comunque molto interessante. La presenza di documentazione sistematica seppur ridotta sull´argomento per questi anni sta ad indicare comunque la minore importanza, rispetto al periodo immediatamente precedente, della figura del Prefetto , nonostante il ruolo di controllo e coordinamento delle attività sulla provincia che lo stesso ha continuato nel tempo ad esercitare18. (A.P.) |
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