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Omaggi al Duce

Sotto la classifica I.2 venivano archiviati sia per gli anni antecedenti alla guerra, 1915-1945, che per gli anni successivi, 1946-1958, tutti gli omaggi che a qualunque titolo, venivano inviati alle autorità tramite la Prefettura.
La documentazione del II versamento, cioè quella relativa agli anni fino al 1945, è più consistente. E' conservata in ben venticinque fasci degli anni 1929-19451.
Gioventù d'Italia di A. D'Elia eseguita dalla Banda Reale Guardia di Finanza play stop Quella invece del III versamento, cioè quella relativa agli anni dal 1946 al 1958, è più esigua2 e si presenta tipologicamente diversa.
Negli anni prima della guerra, soprattutto durante il periodo del regime fascista, erano molti i privati cittadini che inviavano agli appartenenti alla casa regnante, ma al duce soprattutto, omaggi di ogni genere; non si dimentichi il populismo di Mussolini e il suo discorso di andare verso il popolo pronunciato proprio a Napoli il 25 ottobre del 1931, quando affermò "se ci fossero dei diaframmi che volessero interrompere questa comunione diretta del regime col popolo, interessi di gruppi e di singoli, noi nel supremo interesse della nazione li spezzeremo"3.
Nel III versamento cambiano i destinatari degli omaggi, sono infatti inviati al Prefetto per deferenza o per chiedere sussidi o aiuti in genere.
In realtà con l'avvento della Repubblica cambia l'atteggiamento dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Da questa considerazione deriva quindi la diversa quantità e la diversa tipologia degli atti.
Sia alla documentazione del II che del III versamento sono allegati gli omaggi stessi ed è questo che la rende particolarmente interessante.
Negli atti antecedenti la guerra troviamo soprattutto versi, spartiti musicali, ma anche opuscoli inneggianti al fascismo4, o foto di progetti di monumenti fascisti che si chiedeva di eseguire5, o addirittura foto di sculture inviate in omaggio al Prefetto6.
Nella documentazione postbellica si vanno a diradare gli allegati di versi, di spartiti musicali o di materiale vario, mentre troviamo soprattutto opuscoli relativi all'industrializzazione della Campania, alla disoccupazione, alla politica alimentare7, alla disciplina delle locazioni degli immobili urbani, alla Cassa del Mezzogiorno, al porto ed ai suoi lavoratori, alla sanità8, all'infanzia, ai servizi ausiliari all'emigrazione, ai problemi dell'assistenza, al rinnovamento del diritto pubblico, all'opportunità del ripristino dei circondari e delle sottoprefetture9, o a poeti italiani come Dante Alighieri10, o a personaggi politici come Giulio Rodinò11.

(A.P.)

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