| V categoria |
| E´ questa la categoria dove sono classificate le cose più
varie1
dai lavori nella provincia alla sanità pubblica, dalla situazione sociale
ed occupazionale a quella dell´istruzione. E´ quindi anche la parte più
cospicua della documentazione come numero di fasci. A parte i casi delle serie informazioni varie e informazioni per matrimoni che proprio perché contenenti informazioni su privati sono soggetti a limiti imposti per legge alla consultabilità, la sottoserie più interessante perché più varia è la V.5. Sotto questa classifica venivano archiviate le cose più disparate come si può evincere dal titolario. Una parte consistente anche se non la più interessante è la documentazione sui concorsi pubblici per il reclutamento del personale di Prefettura , di pubblica sicurezza e dell´amministrazione giudiziaria, ma anche per quello dell´archivio di Stato di Napoli, che non dimentichiamo fino all´istituzione nel 1975 del Ministero per i beni culturali dipendeva dal Ministero dell´Interno, e per alcune qualifiche di personale del genio civile. Questi atti contengono ovviamente le domande presentate dai candidati e i loro curricula. Molto più interessante la parte relativa ai lavori tra cui quelli per scavi e monumenti, in cui si trovano foto e planimetrie e corrispondenza per l´inaugurazione di nuovi monumenti, o quelli soprattutto iniziati per il risanamento e la ricostruzione dopo i bombardamenti cui fu sottoposta la città di Napoli dall´ottobre del 1941 al giugno del 1943. La ricostruzione, tra cui ovviamente quella industriale, dovette fare i conti anche con un altro problema, su cui troviamo documentazione sempre archiviata sotto questa classifica, quello dei piani regolatori della città e dei comuni della provincia. I bombardamenti arrecarono danni al porto cittadino e la ricostruzione interessò quindi anche la stazione marittima di Napoli e soprattutto il suo bacino di carenaggio, il cui rifacimento doveva servire a garantire la riparazione di navi di qualsiasi tonnellaggio, in modo da far divenire la stazione marittima napoletana il punto di raddobbo più grande di tutto il Mediterraneo. Connessa alla ricostruzione ovviamente la politica dei lavori pubblici che oltre ad essere necessaria per eliminare i danni causati dalla guerra era utile per cercare di limitare la grande disoccupazione2. Si aprirono infatti molti cantieri scuola e si avviò la costruzione degli alloggi popolari3. Il problema occupazionale all´indomani della fine della guerra si presentava molto grave. Le ingenti distruzioni belliche e le requisizioni alleate avevano infatti creato una contrazione occupazionale soprattutto nei settori metalmeccanico, tessile ed alimentare ed avevano rese molte aziende del tutto improduttive, a questo si aggiungeva un piano d´importazione di alcuni prodotti dall´alta Italia che produceva un´ulteriore contrazione della produzione delle industrie meridionali, piano contro cui si oppose Gino Bertoli responsabile della commissione economica del Comitato di liberazione nazionale napoletano nel 1946. V´era nella provincia una situazione d´intensi conflitti sociali che vedeva contrapposti segmenti diversi di lavoratori disoccupati, tra cui i reduci4. Questi in numero di 30000 per la sola provincia di Napoli da protagonisti si trovarono di colpo a patire la maggior parte dei problemi sociali che affligevano la provincia; infatti spesso dopo anni di dolori, privazioni e di lontananza dalla famiglia, si ritrovarono senza casa, privi di reale assistenza ed impossibilitati a trovare un lavoro. (A.P.) |