« torna  | La documentazione | Monumento al duca della "vittoria" Armando Diaz | Il Mausoleo di Posillipo

I monumenti
La documentazione
La documentazione della serie i monumenti sia per il II che per il III versamento è piuttosto cospicua1. Gli incartamenti sono articolati in sottounità, ciascuna relativa ad un paese o ad un nominativo. La tipologia documentaria è varia; abbondano fotografie in particolare di monumenti dedicati ai caduti della patria o agli eroi nazionali, schizzi, inviti ad inaugurazioni, cartoline ed opuscoli. Attraverso l´esame di questo corpus documentario è possibile individuare e ricostruire la storia di monumenti, non solo della città di Napoli ma anche di vari comuni della provincia ancora presenti o che sono stati distrutti o danneggiati dalle vicende belliche.

Monumento al duca della "vittoria" Armando Diaz |torna su
L´idea di erigere un monumento al duca della "vittoria"2, Armando Diaz fu lanciata per la prima volta nel 1928 dal commendatore Domenico Arena, ex funzionario dell´amministrazione finanziaria e padre di due ufficiali caduti nella grande guerra, per mezzo dell´associazione nazionale Famiglie dei caduti in guerra della quale faceva parte. L´iniziativa fu fatta propria dalla Federazione provinciale combattenti di Napoli, che in una riunione del 24 maggio 1930, alla quale intervennero tutti i rappresentanti delle varie associazioni patriottiche della città, decise di costituire un comitato d´onore ed uno esecutivo per avviare la raccolta dei fondi e di tutto quant´altro fosse necessario per l´attuazione dell´iniziativa.
Al podestà di Napoli fu demandato il compito di costituire i comitati e di assumerne la presidenza. Prima della costituzione di questi fu stabilito di istituire un comitato provvisorio il cui scopo era quello di sottoporre all´approvazione del capo del Governo l´iniziativa presa. Nel giugno del 1930 il podestà il duca di Bovino ed il prefetto Castelli furono ricevuti da Mussolini, il quale approvò l´iniziativa, ma dispose che il monumento doveva avere carattere nazionale e non semplicemente napoletano. A Mussolini fu offerta la presidenza onoraria del comitato nazionale, e fu chiesto e ottenuto l´Alto patronato di Sua Maestà il Re.
In seguito con una lettera riservata si comunicava all´Alto commissario che il Duce, volendo dare carattere nazionale all´erezione del monumento, aveva avocato al governo l´iniziativa e per tanto aveva disposto lo scioglimento dei comitati3.
La scelta del luogo dove collocare il monumento risultò complessa; in un primo momento si pensò alla piazza centrale del Rione Carità davanti all´ingresso del palazzo delle poste, ma l´area risultò essere molto limitata, la seconda ipotesi fu di sistemare il monumento in piazza Principe di Napoli, la terza nel parco di Posillipo che era uno dei luoghi che, grazie alle opere di valorizzazione volute dal regime ben si adattava all´iniziativa.
La scelta del parco di Posillipo si addiceva all´opera apologetica intrapresa dal regime, ma vi erano anche ragioni pratiche che spingevano in questa direzione: non occorrevano spese per la sistemazione del terreno, per la aperture di strade ed inoltre vi era ampio spazio per le cerimonie ufficiali.
Infine la scelta ricadde su piazza Vittoria così come da volontà espressa della duchessa Diaz.
Individuato il sito dove erigere il monumento nel novembre del 1933 fu pubblicato il bando di concorso4. L´opera fu inaugurata il 24 maggio 1936.

Il mausoleo di Posillipo |torna su
Il Mausoleo di Posillipo nacque per dare sepoltura a tutti quei soldati napoletani che dal Carso al Trentino al Piave combatterono per la patria e non fecero più ritorno. Il luogo deputato per accogliere i martiri d´Italia fu individuato nel grande mausoleo che Matteo Schizzi, su progetto di Alfonso Guerra, elevò alla memoria dei suoi cari. Nel 1918 Camillo Guerra figlio di Alfonso, scriveva sul Corriere di Napoli di voler utilizzare quest´opera per dedicarla alla memoria dei caduti. Numerosi intellettuali tra cui Croce, Bracco, Volpe, Nazzaro, Cilea sottoscrissero una petizione associandosi all´idea di Guerra. Su questa istanza fu bandito un concorso tra gli architetti napoletani per l´adattamento del mausoleo Schilizzi ad ara votiva ai caduti per la patria5. La consacrazione del mausoleo ebbe luogo il 26 maggio 1929.

(G.B.)


« torna