| VI categoria |
| La preparazione della guerra etiopica, innescata ufficialmente da un banale incidente di frontiera con la Somalia presso i pozzi di Ual Ual, fu accurata sia da un punto di vista militare che psicologica, era infatti necessario il consenso non solo delle classi dominanti ma anche delle masse popolari. La campagna di stampa contro la barbarie abissina e gli orrori della schiavitù in Etiopia che poneva l´accento sui notevoli armamenti etiopici, servì appunto a preparare questo consenso. Ma anche la mobilitazione militare fu notevole. Dal porto di Napoli transitarono armamenti e truppe. La documentazione3 testimonia la censura postale, telegrafica e telefonica imposta, le disposizioni alla stampa, la partenza di truppe, l´approvvigionamento di carte geografiche dell´Africa orientale, l´invio nella zona di immagini sacre4, la vigilanza sulle sedi diplomatiche e consolari durante il conflitto, le operazioni militari, le sanzioni con la conseguente raccolta di oro e argento promossa, ma anche i feriti, i dispersi, i reduci e l´invio dopo l´annessione di operai e di intere famiglie in Africa, disposizione di massime per gli ingaggi degli stessi, le loro rimesse di denaro e tutto il traffico di piroscafi tra il porto di Napoli e l´Africa orientale. L´intervento in Spagna del regime fu voluto per consolidare il consenso delle potenze conservatrici che avevano dato l´appoggio a Mussolini per l´impresa etiopica, ma anche per rafforzare l´alleanza con la Germania. In quest´occasione differentemente dalla guerra in Africa si ebbero soprattutto invio di volontari, fra cui figuravano pochi giovani e una grande percentuale di lavoratori agricoli particolarmente delle regioni centro-meridionali ed alcuni pregiudicati. La documentazione5degli anni 1936-1939 è composta soprattutto da fascicoli personali di volontari rimpatriati dalla Spagna. In questa categoria sono archiviati anche gli atti relativi alla protezione antiaerea6, non solo durante il secondo conflitto mondiale ma anche per gli anni a partire dal 1932. E´ del 1936 infatti il decreto7che dava disposizioni in merito alla regolamentazione della materia. Gli atti testimoniano l´organizzazione ed il funzionamento della difesa antiaerea: esercitazioni, oscuramento ricoveri, addestramento delle sezioni ausiliarie della popolazione dell´UNPA, ma anche misure per la protezione del patrimonio artistico8. (A.P.) |