struttura gerarchica
serie
Archivio generale. Passaporti (1913 - 1917)
livello di descrizione
serie
titolo e estremi cronologici
Questura. Archivio generale. Passaporti1913 - 1917
unità di conservazione
buste   (4512-4521, 4549-4561, 4595-4606, 4646-4660, 4698-4710)
descrizione fisica
buste  65
bibliografia (campo unico)
Maria Rosaria Ostuni, Leggi e politiche di governo nell'Italia liberale e fascista, in Storia dell'emigrazione italiana, Roma, 2001, pp. 309-319; Augusta Molinari, Porti, trasporti, compagnie, ivi, pp. 237-255; Paolo Franzese, Emigranti ed emigrazione a Napoli fra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale. Fonti documentarie, figure sociali e istituzioni, in Archivio storico dell'emigrazione italiana, anno 2, numero 1, 2006; ID., Le fonti dell'Archivio di Stato di Napoli per la storia dell'emigrazione italiana, in Archivio storico dell'emigrazione italiana, anno 3, numero 1, 2007.
storia istituzionale
Il 31 dicembre 1901 fu emanata una nuova legge sull'emigrazione, con cui si mirò a disciplinare l'intera materia e ad attribuire allo Stato il ruolo di garante, sottraendo allo stesso tempo spazio di manovra agli operatori economici del settore.
La legge sancì, tra le altre cose, l'obbligo del passaporto per espatriare, il cui rilascio era regolamentato dal regio decreto n. 36 del 31 gennaio 1901 (Circa il rilascio dei passaporti per l'estero). Con esso si disponeva, come già nella legge sarda del 1857 che aveva fino ad allora disciplinato la materia, che il rilascio avvenisse, su delega del ministro degli Esteri, da parte delle Autorità di pubblica sicurezza (prefetti, sottoprefetti, commissari, questori). La richiesta andava inoltrata al sindaco del comune di "abituale residenza" (o del comune di origine qualora non si avesse residenza in un determinato comune del Regno o del comune di attuale dimora in caso di cittadino non regnicolo) e dal sindaco veniva trasmessa all'autorità di pubblica sicurezza competente, insieme alla dichiarazione gratuita di nulla osta; speciali regole andavano seguite per il rilascio del passaporto a iscritti di leva o militari (art. 2). Sullo stesso documento potevano essere iscritti: il capofamiglia con la moglie, gli ascendenti e discendenti abitualmente conviventi, il tutore con i suoi amministrati, il fratello maggiorenne con i fratelli minori e le sorelle non maritate conviventi (art. 4). Il passaporto aveva una validità di tre anni dal rilascio (art. 5) e non era soggetto a tasse per gli emigranti che espatriassero per lavoro (art. 6).
Il 2 agosto del 1913 interveniva la legge n. 1075, principalmente dedicata alla regolamentazione dei rapporti tra emigranti e vettori per il tramite delle Commissioni arbitrali, che tuttavia nulla innovava rispetto alle modalità di rilascio dei passaporti.
storia archivistica
Il regolamento per funzionari e impiegati di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto n. 512 del 12 dicembre 1901, all'art. 8 confermava l'articolazione di ogni ufficio di pubblica sicurezza nelle tre divisioni di Gabinetto, Polizia giudiziaria, Polizia amministrativa. Tale organizzazione, insieme all'entrata in vigore della nuova legge di pubblica sicurezza e del nuovo codice penale, fu propedeutica all'entrata in vigore di un nuovo titolario per gli archivi di pubblica sicurezza, stabilito dal Ministero dell'interno con circolare del 1 giugno 1903 n. 9048/I. Al suo interno, la divisione Polizia amministrativa risultava composta da 21 categorie (dalla 4 alla 24) e, contrariamente al titolario del 1887, dedicava classifiche distinte, rispettivamente, alla materia dei Passaporti (cat. 21) e a quella dell'Emigrazione (cat. 20).
All'interno dell'Archivio generale della Questura di Napoli, per gli anni 1913-1917, la documentazione classificata nella categoria 21, Passaporti, comprende 65 buste per un numero complessivo di circa 15000 fascicoli intestati a persone richiedenti passaporto.

Criteri di ordinamento
Il lavoro che si pubblica sui Passaporti del periodo 1913-17 dell'archivio generale di Questura è il risultato della revisione, realizzata nei mesi di settembre-dicembre 2020, di parte di una schedatura avviata nel 2007.
La schedatura fu all'epoca impostata per raggruppamenti corrispondenti alle unità fisiche di conservazione, ciascuno contrassegnato dalla lettera alfabetica iniziale dei soggetti intestatari dei fascicoli ivi contenuti, attribuendo a questi ultimi una nuova numerazione, diversa da quella originaria del soggetto produttore. Gli elementi della descrizione erano i seguenti: cognome, nome e patronimico dell'intestatario del fascicolo (Titolo), nominativi di eventuali altri intestatari (Integrazione al titolo), anno di apertura del fascicolo (Date) desunto dalla coperta del fascicolo. Lo stato della schedatura così realizzata presentava numerose criticità e rendeva inoltre indispensabile una verifica sulla documentazione per appurare la corrispondenza con la banca dati. Effettuate le verifiche e correzioni esposte sopra, è stato infine necessario eliminare il livello intermedio di raggruppamento per unità fisica di conservazione, eliminando al contempo il contestuale riferimento alla lettera alfabetica ordinatrice che non corrispondeva completamente al contenuto dichiarato (a causa dell'uso antico di rubricare i cognomi introdotti da una preposizione o da un articolo per il secondo termine o per la presenza di fascicoli "intrusi" per errore materiale dell'impiegato di questura).
La restituzione di un inventario "piatto", risultato degli interventi attuali, ordinato alfabeticamente all'interno di ciascun anno di apertura del fascicolo (con l'avvertenza, tuttavia, che i fascicoli venivano spesso "trascinati" da un anno all'altro per la reviviscenza della pratica o per la sua riunione ad altra pratica relativa allo stesso soggetto), risponde, tra l'altro, alla necessità pratica di offrire allo studioso una possibilità di ricerca che vada al di là della ricerca per parola chiave: l'estrema approssimazione nella trascrizione dei nomi da parte degli impiegati della questura, da una parte, insieme alla possibilità che il cognome abbia subito variazioni nell'uso nel corso del tempo, suggeriscono l'opportunità di scorrere l'elenco per individuare versioni vicine e compatibili col nome che si cerca.
ambiti e contenuto
I fascicoli della categoria 21 si riferiscono a fascicoli nominativi per il rilascio di un passaporto.
Il fascicolo-tipo comprende: la dichiarazione di nulla osta del sindaco del comune di residenza del richiedente, con l'indicazione dei dati anagrafici, della professione, della città/del paese di destinazione e degli eventuali altri soggetti da iscrivere sul passaporto del richiedente; la eventuale dichiarazione delle autorità militari e di quella prefettizia; la nota di trasmissione da parte della Questura relativa al rilascio e all'avvenuta spedizione del passaporto. Può inoltre essere presente altra documentazione prodotta a supporto o integrazione dell'istanza. Spesso è presente nel fascicolo il passaporto scaduto e annullato.

Nonostante, ai sensi del regio decreto del 1901, il passaporto fosse solamente facoltativo per i cittadini non regnicoli, nella serie in oggetto per gli anni 1913-17 abbondano le richieste di passaporto di cittadini stranieri, transitanti per il porto o comunque per la città di Napoli. E' anche ampiamente attestata la presenza di fascicoli relativi ad equipaggi di flotte straniere transitanti per i teatri bellici del Mediterraneo durante la prima guerra mondiale.
informazioni redazionali
Il presente strumento di ricerca è stato realizzato da:
Fortunata Manzi, coordinamento scientifico, verifica, integrazione e revisione dei dati, introduzione all'inventario;
Annunziata Bellofatto, Gianluca Bianco, Sonia Mustaro, Antonio Palmieri, Luca Pascucci: verifica, integrazione e revisione dei dati.