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struttura gerarchica
  • Complessi documentari dell'Archivio di Stato di Napoli 
serie
Complessi documentari (Anagrafe degli archivi)
livello di descrizione
Fondo
titolo e estremi cronologici
Supremo Consiglio di Cancelleria1815 - 1821
descrizione fisica
pezzi  88
soggetto produttore
Supremo consiglio di cancelleria, Napoli
collocazione
stanza 51
storia istituzionale
Soppresso con il decreto del 17 luglio 1815 il Consiglio di Stato,
"corpo consultivo" del decennio francese, fu istituito, nell'ambito della
Cancelleria Generale del Regno, un "Supremo Consiglio di
Cancelleria", "per la discussione e preparazione degli affari più
importanti dello Stato", presieduto appunto dal Ministro Cancelliere (a
cui sarebbe succeduto poi nel 1822 il Presidente del Consiglio dei
Ministri). Si trattava, nonostante la "dichiarazione" sopra riportata, di
un'"istituzione debole" perchè rigidamente ancorata al potere
ministeriale, sicchè non riuscì mai, nella sua breve vita, ad assumere
una funzione di effettivo rilievo nella compagine dello Stato.
Organizzata con la legge 1816, i suoi componenti - dodici, nominati
dal re, fra cui tre reggenti di camera, ossia presidenti di sezione -
furono nominati con decreto del 31 gennaio 1817 (ma erano previsti
consiglieri "straordinari", figure istituzionali competenti in alcune
occasioni). Il Consiglio aveva poi un segretario generale e otto (poi
elevati a sedici) referendari. Il suo regolamento interno fu approvato
con decreto del 24 marzo 1817 (ma "articoli addizionali" furono
aggiunti con i decreti 3 e 20 giugno dello stesso anno). Era diviso in tre
camere: a) giustizia e affari ecclesiastici; b) finanze, interno e polizia; c)
guerra e marina. Naturalmente si limitava a dare "pareri su speciale
commissione" del re. Assai vaste, in teoria, le sue attribuzioni, dai
progetti di legge e regolamenti di pubblica amministrazione agli "abusi"
in materia ecclesiastica, dalla naturalizzazione degli stranieri
all'istituzione di corpi morali, nonchè a tutte le autorizzazioni previste
per le attività economiche dei comuni e dei pubblici stabilimenti
(alienazioni, acquisti, concessioni in enfiteusi, affitti, convenzioni, nuove
imposizioni, celebrazione di fiere e mercati, accettazione di legati e
donazioni ecc.) a cominciare dall'esame dei loro bilanci di previsione.
Il Consiglio fu soppresso durante il periodo costituzionale del
1820-1821, con il decreto del 20 luglio 1820, poichè il nuovo
ordinamento prevedeva una diversa articolazione istituzionale sul piano
consultivo (peraltro mai attuata). La soppressione fu confermata
immediatamente dopo quella "parentesi", con il decreto del 29 marzo
1821. Subito dopo però fu annunciata la creazione di due consulte per
le due parti del regno (decreto 26 maggio 1821), la cui effettiva
installazione avvenne solo tre anni dopo e che ebbe, almeno in una
prima fase, un ben diverso rilievo istituzionale.
ambiti e contenuto
L'attuale sistemazione del fondo non corrisponde esattamente all'elenco di versamento. Diviso in tre notamenti, questo comprende anche gruppi di documenti che, o ignorati dal nuovo inventario, o indicati da questo come dispersi, sono stati ultimamente, in gran parte, ritrovati.
Ad oggi, l'archivio si articola in cinque serie principali: Protocolli e repertori degli affari e processi verbali delle sedute del Consiglio (1817 - 1820), Registri dei pareri (1817 - 1821), Espedienti (1815 - 1821), Permessi per ricorrere alla Santa Sede e regio exequatur (1815 - 1820), Reali rescritti e disposizioni sul servizio interno (1817 - 1820).
Il primo registro dell'archivio, che è anche il primo pezzo, rappresenta in effetti la pandetta di tutti gli affari trattati dal Consiglio. Per questa sua importanza, i dati che esso contiene sono stati informatizzati.
Uno dei gruppi più cospicui è sicuramente quello relativo agli affari ecclesiastici. Esso comprende ministeriali su affari diversi, rapporti redatti dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione per sollecitare l'intervento della Curia romana e della S. Sede al fine di ottenere dispense matrimoniali, ordinazioni sacerdotali, regi exequatur.
strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio
inv. 153.